Adria com’era: le sue industrie nel 1800 parte seconda - itAdria

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MEMORIA

Adria com’era: le sue industrie nel 1800 parte seconda

Mulino Uno

Unnamed

Adria com’era. I mulini sul Po, Curiosità sulle condizioni industriali di Adria nel 1800. Meglio conosciuti come mulini natanti. Erano barche fluviali, singole o doppie, trainate, sulle quali era alloggiato un mulino ad acqua , con una o due macine in pietra. Queste erano azionate dalla corrente del fiume mediante una ruota ad acqua detta Pendente. In alcuni casi era presente anche un vano adibito ad abitazione del mugnaio.

Mulino Uno
Mulino a due scafi

I molini sul Po, curiosità sulle condizioni industriali di Adria nel 1800

I mulini ad acqua, erano costruiti in legno ed avevano un tetto realizzato con canne di palude. Si spostavano sul fiume alla ricerca della sua corrente maggiore e , raggiuntala , si ormeggiavano ad una riva del fiume per macinare frumento e/o granoturco. In polesine erano presenti 1002 mulini di questi 270 erano idraulici. Nella zona di Adria erano presenti 40 mulini, di questi 2 erano a vapore e 38 idraulici. Dagli “Annali di statistica” del 1882 nei 270 mulini ad acqua vennero macinati 473 994 quintali di cereali, principalmente grano e mais ocuupando 547 operai. L’ultimo mulino sul Po, fu distrutto da un bombardamento aereo il 2 gennaio 1945.

F15
Cottura del pane

I Molini Adriesi

Prima dell’arrivo dei laboratori e vendita del pane, i panifici “i forni”, per arrivare poi ai panifici industriali, il pane veniva fatto in casa. In genere i forni per la cottura del pane erano presenti nelle aziende padronali dove la gente in maniera colletttiva andava a cuocere il pane, decisamente non a gratis. Il pane si cucinava una volta alla settimana, tipico il pan biscotto polesano, una pane secco a bassa idratazione e di lunga conservazione. Tuttora il “pan biscoto” è un vanto del Polesine, nel caffelatte o ancora meglio con il salame è la morte sua.

Pane Biscotto
Pane biscotto

La Ciabatta Polesana

La ciabatta polesana, uno dei pani più famosi al mondo nasce ad Adria da un’idea di Arnaldo Cavallari. Creata nei laboratori dell’ultimo molino industriale adriese è un vanto per la città e per il Polesine.

Dio ti salvi

Ogni mulino del Po recava di solito il nome di un santo: S. Giuseppe, S. Marco, S. Giacomo, S. Alessandro ecc..  In questo modo si poneva un opificio facilmente soggetto ai rischi di incendio e alle calamità naturali, sotto la divina protezione. Questa era cercata anche con l’apposizione di scritte dipinte quali I.N.R.I., o l’invocazione (Dio ti salvi). E come ogni attività produttiva avevano i lori santi patroni: Sant’Antonio Abate (17 gennaio) e Santa Caterina d’Alessandria (25 novembre). Le testimonianze storiche attestano la loro dislocazione lungo il corso del fiume Po e dei suoi affluenti dove fecero parte del patrimonio paesaggistico fino agli inizi del ‘900 quando, a causa della comparsa sui fiumi della navigazione a vapore, dei battelli e dei rimorchiatori che necessitavano di grandi spazi, i mulini scomparvero.

Adria com’era: le sue industrie nel 1800 parte seconda ultima modifica: 2021-10-20T14:23:54+02:00 da Nicola Donà

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