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Adria da vedere: le cinque cose assolutamente da non perdere

Adria veduta aerea foto stefano spano

Adria è ricca di luoghi di interesse artistico, storico e paesaggistico. Concentrandoci sull’aspetto storico-artistico, diamo, perciò, alcuni consigli per una gita in Città. Ci sono alcune cose che non si possono assolutamente perdere e che sono, quindi, assolutamente da vedere. Ne proponiamo cinque.

1. Da vedere: Il Museo Archeologico Nazionale

Chi viene ad Adria deve assolutamente visitare il Museo Archeologico Nazionale. Qui, infatti, è raccolto il materiale che testimonia l’importante ruolo commerciale rivestito anticamente dalla città. Si trovano, pertanto, esposti: ceramiche greche figurate, manufatti etruschi di bronzo e preziosi monili in oro, corredi funerari provenienti dalle necropoli adriesi. Di particolare interesse, poi, è la cosiddetta Tomba della Biga, una singolare sepoltura che comprende tre cavalli e un cocchio. Prestigiosa è la raccolta di vetri romani, prodotti con le tecniche più diverse, di forme e colori molteplici.  Questi sono esposti in una apposita vetrina che, con sapienti giochi di luce, ne valorizza i colori e le forme, spesso singolari. Il Museo  propone gli allestimenti del Lapidario Romano, della Sezione Etrusca, della Sala della Romanizzazione e della Sezione Romana.

Museo Archeologico Nazionale

Museo Archeologico Nazionale di Adria: vetrina dei vetri romani

2. Da vedere: Il Museo della Cattedrale

Il Museo della Cattedrale di Adria è ubicato in Piazzetta Campanile, a fianco della Chiesa Cattedrale dei SS. Apostoli Pietro e Paolo. Inaugurato nel 2015, raccoglie le testimonianze della Diocesi millenaria di Adria. Molto significativa la sala denominata del Tesoro nella quale è esposto il tesoro della Cattedrale ovvero una raccolta di arte sacra molto preziosa. Degni di nota: la ricostruzione di un altare in cotto attribuito a Michele da Firenze realizzato attorno al 1440 e i frammenti di un altare del maestro del Monumento Fava in terracotta (metà del 1400). Quest’ultimi, secondo una teoria della studiosa Francesca Piccinini, potrebbero costituire insieme alla Dormitio Virginis la medesima pala d’altare. Nel percorso museale, inoltre, si può accedere ad un vano semicircolare con affreschi raffiguranti le figure degli apostoli anteriori al mille impropriamente denominato cripta.

Cripta

La cosiddetta “Cripta”

3. Da vedere: La Cattedrale

Su Piazza Garibaldi  si affaccia la Cattedrale dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo.  Qui di particolare interesse vi è  la monumentale sacrestia che presenta artistici armadi intagliati in noce e scolpiti da Jacopo Piazzetta nella seconda metà del XVII secolo provenienti dalla soppressa Scuola della Carità di Venezia. La loro funzione doveva essere quella di contenere l’archivio della confraternita veneziana. Inoltre la Cattedrale conserva il più antico documento di devozione mariana del Veneto. Si tratta, infatti, di un bassorilievo copto-egiziano del VI secolo con incisioni in greco raffigurante la Vergine in trono col Bambino in grembo. In questa chiesa si può anche ammirare  la statua della Beata Vergine del Rosario in onore della quale sono state istituite le Feste Quinquennali nel 1717.

Armadi Piazzetta

Armadi della Sacrestia realizzati da Jacopo Piazzetta

4. Da vedere: La Basilica di Santa Maria Assunta (Tomba)

La Basilica della Tomba sorge nella zona più antica della città. Entrando, sulla sinistra, si può subito notare il fonte battesimale, costituito da una vasca in pietra calcarea di forma ottagonale proveniente dalle terme romane di Adria. Poco più avanti, nell’altare delle Grazie, è da osservare un affresco staccato del XV secolo con la Madonna del latte. Dalla navata destra, invece, si accede alla Cappella della Dormitio Virginis che prende il nome dall’altorilievo in terracotta che vi è custodito. L’opera, di pregevole fattura, prima attribuita a Michele da Firenze, pare sia riconducibile all’ignoto autore bolognese del Monumento Fava.

Foto Dormitio 2

Altorilievo di terracotta. Dormitio Virginis

5. Da vedere: La collezione di stampe della Famiglia Bocchi

Presso Palazzo Bocchi, sede della Fondazione Scolastica “Carlo Bocchi”,  si possono ammirare le stampe antiche, che formano la Collezione “Carlo Bocchi”. Esse sono un’eredità culturale preziosa, dovuta alla passione collezionistica di Carlo Bocchi (1752-1838), uomo politico e benefattore, protagonista della vita pubblica della città di Adria.  Nella raccolta si possono, così, osservare i fogli di famosi artisti. Ecco che si spazia da un maestro come Albrecht Dürer ai celebri bulini dei Sadeler, famiglia di incisori del XVI secolo. Così pure si passa dai seicenteschi Salvator Rosa e Jacques Callot, ai protagonisti del secolo dei Lumi, Jackson, Leonardis e Bartolozzi.

Collezione Bocchi

Albrecht Dürer (1471-1528): La Deposizione – Collezione Bocchi

Per chi volesse, infine, approfondire l’argomento, è consigliata la visione di questo video intitolato “Adria l’Eterna Bellezza” realizzato dalla regista adriese Anita Gallinberti.

Letizia Guerra

Autore: Letizia Guerra

Da molti anni sono impegnata attivamente nell’associazionismo cittadino perché innamorata della mia Città e della mia Terra. Amo mettermi alla prova in nuovi progetti e accettare nuove sfide, conversare, soffermarmi a guardare il mare, un tramonto o un cielo stellato. Ho suonato il pianoforte, ho praticato danza, ho dipinto e continuo a coltivare queste passioni artistiche, ma non contemporaneamente!

Adria da vedere: le cinque cose assolutamente da non perdere ultima modifica: 2018-10-29T10:30:52+01:00 da Letizia Guerra

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