La lingua parlata nella Toponomastica del Delta del Po, terza parte - itAdria

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LO SAPEVI CHE MEMORIA

La lingua parlata nella Toponomastica del Delta del Po, terza parte

Ca Zen

In questa terza parte prosegue la toponomastica del Delta del Po legata ai nobili patrizi veneziani e alla lingua parlata. Ci scrive un nostro lettore, Giorgio Zecca: “Dalle mie parti (l’entroterra pesarese) esistono le stesse toponomastiche caratterizzate dal suffisso “ca’”, ma la cosa bizzarra è che in quella zona l’abbreviazione di casa non esiste. Dato che pare che ci fu un “carico” di esiliati veneziani che, giunti a Fano, scapparono dalla nave per rifugiarsi nell’interno, la mia teoria è che il suddetto toponimo l’abbiano portato loro”.

la lingua parlata
Cà Venier, Porto Tolle – RO –

La lingua parlata nella toponomastica: Adria, Loreo e Rosolina

Proseguendo nel nostro viaggio alla ricerca della toponomastica del Delta del Po, troviamo Adria. Il nome della secolare cittadina non ha niente a che fare con i veneziani o il dialetto, ma con l’etrusco. Il nome Adria deriverebbe dall’etrusco atrium, giorno/luce/est, ad indicare la posizione ad oriente del mare e della città di Adria. Seguendo una direttrice verso Est, seguendo il corso dell’Adige troviamo Loreo. Il toponimo è relativo al Laurus, arbusto sempreverde della famiglia della Lauraceae, perché si ritiene che questa pianta fosse abbondante nella zona. Nel comune di Loreo troviamo una piccola frazione Cà Negra, un tempo queste terre appartenevano a una nobile famiglia veneta, la famiglia del Barone Franchetti. In questo caso non troviamo nessuna attinenza con le famiglie veneziane.

la lingua parlata
Cà Negra

Rosolina, Il toponimo è forse un adattamento dialettale di roggia, cioè “piccolo canale, fosso. Più in la, verso il mare Cà Morosini.  Le origini di questo casato sono incerte, ma di sicuro molto antiche. Una prima leggenda afferma che Morosini fossero giunti in Laguna fuggendo da Attila; una seconda, invece, li ritiene originari di Mantova. Tutte le tradizioni, però, sono concordi nel collocarla tra le dodici famiglie apostoliche che parteciparono all’elezione del primo doge Paolo Lucio Anafesto. Furono coinvolti nella vita pubblica veneziana sin dall’XI secolo e si distinsero sino alla fine della Serenissima dando quattro dogi, quattro dogaressa, ventisei procuratori di San Marco e politici, cui si aggiunsero commercianti, industriali, uomini d’arme e prelati. Dopo Cà Morosini, Boccavecchia, la vecchia bocca del Po di Tramontana, quello tagliato per scongiurare l’interramento della laguna di Venezia. Di Boccavecchia, ora Rosolina Mare ne rimane solo il nome di una via e di una valle da pesca.

La lingua parlata
Tipica casa agricola polesana (Ph. F. Burgato)

La lingua parlata e la toponomastica del Delta legata ai nobili veneziani: Contarina, Cà Cappellino, Cà Cappello, Cà Cornera, Cà Pisani

Risaliamo in direzione Ravenna lungo la via dei Romei, i pellegrini diretti Roma dal Santo Padre, la SS 309 Romea. Superato il ponte sul Collettore Padano Polesano, a ridosso dell’argine del Po di Venezia sorge Contarina ora Porto Viro insieme al comune dei Donà – Donada. essendo prefetti nella regione del Reno, venivano detti Cotta Rheni o Conti del Reno, da cui il cognome Contarini. I Contarini furono una nobile casata ascritta al patriziato veneziano, compresa fra le antichissime famiglie apostoliche. Rappresentò una delle più fiorenti casate veneziane: nell’anno 1500 su 1523 nuclei familiari patrizi censiti in città, ben 107 portavano il cognome Contarini. Diede alla Serenissima ben otto dogi e diverse altre personalità di rilievo come ecclesiastici, politici e militari.

Da Contarina al Po di Maistra

A ridosso del Po di Venezia, in successione troviamo Cà Cappello. I Cappello sarebbero giunti a Venezia da Capua intorno al nono secolo. I Cornera, dalle gente romana Cornelia trasse origine la casa Cornaro veneziana.  I Cornaro furono una delle famiglie patrizie più ricche e influenti della Repubblica di Venezia. Tra i suoi membri ben quattro esponenti furono eletti dogi della Repubblica di Venezia. I Pisani, le notizie attorno all’origine della casata sono piuttosto discordanti, e in ogni caso si basano su tradizioni e mai su fatti certi. Una prima ipotesi li fa discendere dai conti Bassi (secondo altri erano i Luxi) di Pisa e, giunta a Venezia nel 905 fu chiamata Pisani dal luogo di origine. Un’altra teoria, pur accettando una relazione con la città toscana, li mette in relazione con i romani Calpurni Pisoni. Ebbe un importante ruolo tra il XII secolo e l’inizio dell’XVIII nelle vicende storiche, politiche ed economiche della Repubblica di Venezia.

La lingua parlata nella Toponomastica del Delta del Po, terza parte ultima modifica: 2021-07-30T14:28:16+02:00 da Nicola Donà

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