Data evento: 18 Ott - 27 Ott
La Parrocchia Santa Maria Assunta della Tomba di Adria presenta, dal 18 al 27 ottobre presso la Cappella della Dormitio Virginis della Basilica, una mostra sulla figura di don Bosco dal titolo: “La società dell’allegria. L’oratorio di don Bosco: questa è la mia casa” che illustra i tratti distintivi della sua umanità e racconta le opere nate proprio dal suo desiderio di bene per l’uomo.
Mostra nata in occasione del Meeting del 2004
Nata in occasione dell’edizione 2014 del Meeting per l’amicizia tra i popoli, la mostra raccoglie un percorso fatto di illustrazioni, fotografie e parole che coinvolgerà bambini e ragazzi alla scoperta del sacerdote amico dei giovani e fondatore della congregazione dei Salesiani.

Nella povertà della campagna piemontese da cui veniva, don Bosco, si è mosso verso i margini estremi della Torino pre-industriale per soccorrere i ragazzi abbandonati e soli che vagabondavano per le strade.
Un tratto distintivo della sua personalità è sicuramente l’allegria. Da ragazzino fondò la “società dell’allegria” e il punto su cui reggeva era quello di essere sempre allegri. Non una allegria ingenua, la sua era una certezza che Gesù era suo compagno e non lo lasciava mai solo.
Essere sempre allegri, compiere il proprio dovere e fare del bene agli altri. Questa è la bellezza della vita che nasce dall’amicizia con Gesù.
Orfano di padre a soli due anni, il futuro santo imparerà dalla madre Margherita a riconoscere le tracce nella sua vita e nella vita degli altri.

Di fronte alla forte secolarizzazione di allora don Bosco ha opposto un sistema educativo basato su “ragione, religione e amore”. Nelle sue memorie biografiche scrive che l’educazione è cosa di cuore, e Dio solo ne è padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna se Dio non ce ne insegna l’arte e ce ne dà in mano le chiavi”
Una presenza significativa dell’esistenza di don Bosco è l’oratorio, il luogo fisico dove costruire una convivenza tutta fondata sull’Eucarestia e sulla Confessione. Per don Bosco la cosa più importante era il desiderio di felicità che muoveva ogni singolo gesto e bisogno, e la consapevolezza che l’Eucarestia fosse l’unica risposta capace di rendere più umana la vita anche dei giovani.

I ragazzi che si coinvolgevano con quanto veniva loro proposto all’interno dell’oratorio “cambiavano vita” Così il santo scriveva ai suoi piccoli amici “Difficilmente potrete trovare chi più di me vi ami in Gesù Cristo, e chi più desideri la vostra vera felicità”. Non usava il bastone, ma l’attrattiva di una vita cristiana che abbracciava tutto. Per tutta la vita ha ammonito gli educatori che lo aiutavano con queste parole:” Si otterrà più con uno sguardo di carità, con una parola di incoraggiamento che dia fiducia al cuore, che con molti rimproveri.”
Don Bosco si spegne all’alba del 31 gennaio 1888 pronunciando “Dite ai miei ragazzi che li aspetto tutti in paradiso”.
Viene proclamato santo da papa Pio XI il 1° aprile 1934. Nel 1988, Giovanni Paolo II lo ha dichiarato “padre e maestro della gioventù”
La mostra, che vuole offrire anche uno spaccato di quanto il carisma di don Bosco abbia inciso nella storia di quegli anni e continui a farlo anche oggi, è visitabile tutti i giorni con i seguenti orari: 9.00 – 12.00 /15.00 – 18.00. Verrà inaugurata venerdì 18 ottobre alle ore 17,00 alla presenza delle autorità civili e religiose.
Sabato 19 alle ore 19.30, sempre nella Basilica Santa Maria Assunta, il padre salesiano Don Nicola Munari, terrà una conferenza sulla figura di don Bosco.



