ADRIA (RO) – Il cuore pulsante della tradizione adriese batte forte in questi giorni in Corso Vittorio Emanuele II. La Sala Cordella si è trasformata in un vero e proprio tempio della memoria per ospitare la mostra dedicata alla Bissòla, il dolce che da generazioni scandisce l’Epifania nelle case della città etrusca.

Un viaggio tra storia e fantasia
L’esposizione, nata dall’impegno della volontaria Solidea Paggioro con il supporto del prof. Paolo Rigoni, offre ai visitatori un percorso che intreccia documenti storici e creatività. Protagonisti indiscussi sono i bambini delle scuole primarie cittadine (Leonardo Da Vinci, Anna Frank, Vittorino da Feltre e Edmondo De Amicis), che attraverso i loro disegni hanno reinterpretato la forma e il significato di questo biscotto povero ma ricchissimo di simbolismo.

Niente “DOC”: la Bissòla punta alla De.Co.
È bene fare chiarezza su un punto tecnico che spesso genera confusione: sebbene nel linguaggio comune si parli talvolta di “marchio di origine”, la Bissòla non è un vino (DOC), bensì un prodotto d’eccellenza che ha ottenuto la De.Co. (Denominazione Comunale).
Che Cos’è la De.Co?
A differenza della DOC (Denominazione di Origine Controllata), legata ai prodotti vitivinicoli, la De.Co. è un’attestazione del Comune che lega un prodotto agroalimentare al proprio territorio. Rappresenta una carta d’identità che garantisce la ricetta tradizionale e la provenienza locale, proteggendo la Bissòla da imitazioni e valorizzandola come patrimonio culturale.

Orari e chiusura
C’è ancora tempo per immergersi nei profumi e nei ricordi di questa tradizione. La mostra resterà aperta al pubblico fino a domani, sabato 28 febbraio, con orario pomeridiano dalle 15:30 alle 19:30.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione territoriale che da oltre trent’anni vede impegnate figure come Monica Stefani e l’associazione La Frulla, custodi di quel rito collettivo chiamato “Bissolando”.




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