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Addio al “Drago”: Sandro Munari entra nella leggenda eterna

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Addio al “Drago”
Il mondo dei motori si ferma per salutare uno dei suoi figli più illustri. Sandro Munari, il “Drago” di Cavarzere, si è spento ieri a Bologna. Con lui se ne va un pezzo di storia d’Italia, quella fatta di polvere, fari che squarciano la notte del Turini. E un coraggio che oggi appare quasi mitologico.

L’ultimo traguardo di un fuoriclasse

Munari è stato il simbolo di un’epoca in cui i rally erano una sfida epica tra l’uomo, la macchina e la natura più impervia. La sua scomparsa, avvenuta dopo aver combattuto con dignità una lunga malattia, lascia un vuoto incolmabile tra gli appassionati della Lancia e del motorsport globale.

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La carriera: Dalla Fulvia al mito Stratos

La storia di Munari è indissolubilmente legata alla Lancia. È stato lui, sotto la guida di Cesare Fiorio, a trasformare una casa automobilistica elegante in una “macchina da guerra” sportiva:

1972: La storica vittoria al Rally di Monte Carlo con la Lancia Fulvia Coupé HF 1.6, un’impresa che salvò il reparto corse e fece innamorare l’Italia intera.

L’era Stratos: Munari fu il “padre” della Stratos, la prima auto nata esclusivamente per i rally. Con la “bête à gagner”, vinse altri tre Monte Carlo consecutivi (1975, 1976, 1977).

1977: La conquista della Coppa FIA Piloti, l’equivalente dell’attuale titolo mondiale piloti, coronamento di una carriera senza eguali.

Perché lo chiamavano “Drago”

Il soprannome non era solo per la sua velocità. Munari era un “Drago” per la precisione chirurgica della sua guida e per la capacità di restare gelido nelle condizioni più estreme — neve, ghiaccio o fango che fosse. Fuori dall’abitacolo, era un uomo riservato e profondo, capace di trasmettere la sua passione con un’umiltà che solo i veri grandi possiedono.

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“Se ne va il pilota che ha insegnato al mondo come si guida di traverso, ma soprattutto un uomo che ha portato l’orgoglio italiano su ogni podio d’Europa.”

Un’eredità che non si spegne

Oggi le strade del Col de Turini sono un po’ più silenziose. Ma finché ci sarà una Lancia Stratos che ruggisce o un giovane pilota che sogna di domare le curve innevate, il Drago sarà ancora lì, a tracciare la traiettoria perfetta.

Addio, Sandro. Grazie per averci fatto sognare.

Addio al “Drago”: Sandro Munari entra nella leggenda eterna ultima modifica: 2026-03-01T10:18:38+01:00 da Doati Marco

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