Pendolari e studenti nel mirino: la “cura del ferro” tarda a mostrare i suoi frutti mentre lo scalo scivola nell’incuria.
ADRIA (RO) – 19 Marzo 2026 – Entrare oggi nella stazione ferroviaria di Adria significa immergersi in un paradosso tipicamente italiano: da un lato, i grandi investimenti del PNRR e i lavori di elettrificazione che promettono un futuro moderno; dall’altro, un presente fatto di banchine deserte, autobus sostitutivi e uno stato di abbandono che esaspera gli utenti.
Una Linea a Singulto: I Lavori sulla Mestre-Adria e Rovigo-Chioggia
La situazione ferroviaria adriese è attualmente stretta in una morsa di cantieri che interessano le due arterie principali dello scalo.

Adria-Venezia Mestre: Nonostante la riapertura della linea, i lavori di elettrificazione (completati al 90% ma non ancora a pieno regime operativo) continuano a imporre modifiche e cancellazioni programmate fino a dicembre 2026. Molte corse diurne sono tuttora operate da bus, rendendo i tempi di percorrenza incerti per i numerosi pendolari verso il veneziano.
Rovigo-Chioggia: Qui la situazione è ancora più critica. Per consentire il potenziamento tecnologico (sistema ERTMS) e interventi strutturali sui ponti, la circolazione tra Adria e Chioggia è soggetta a interruzioni continuative fino a fine maggio 2026. Gli utenti si trovano costretti a utilizzare servizi sostitutivi che spesso non coincidono con gli orari scolastici o lavorativi, costringendo molti a ripiegare sul mezzo privato.
Il Grido d’Allarme sul Degrado: “Stazione Abbandonata”
Oltre ai problemi di mobilità, a far discutere è lo stato del fabbricato viaggiatori. Le denunce dei cittadini e dei comitati pendolari nelle ultime settimane sono diventate un coro unanime:
1. Sicurezza e Igiene: La sala d’attesa è spesso segnalata come inaccessibile a causa del degrado e della scarsa pulizia, diventando talvolta rifugio per sbandati nelle ore serali.
2. Servizi Assenti: La chiusura o il ridimensionamento dei servizi accessori (biglietterie fisiche e punti ristoro) rende l’attesa degli autobus sostitutivi, spesso sotto le intemperie, un’esperienza punitiva.
3.Barriere Architettoniche: Nonostante i lavori sui binari IV e V, l’accessibilità complessiva per le persone a mobilità ridotta resta un punto critico, aggravato dalla confusione generata dai continui cambi di binario o spostamenti verso i piazzali dei bus.
Il Paradosso del “Treno del Mare”
Mentre la Regione Veneto e Trenitalia annunciano investimenti per nuovi treni ibridi e il ritorno del “Treno del Mare” (Verona-Rovigo-Chioggia) per l’estate 2026, la realtà quotidiana di chi deve raggiungere Rovigo o Venezia per studio è fatta di coincidenze perse e stazioni fantasma.
“Paghiamo abbonamenti pieni per un servizio che per metà è fatto di gomma e per l’altra metà di ritardi,” lamenta un rappresentante degli studenti. “I lavori sono necessari, ma la gestione della fase transitoria è fallimentare.
Conclusione
Il 2026 doveva essere l’anno della svolta per la mobilità polesana. Per ora, Adria resta un cantiere a cielo aperto dove l’unica certezza è il disagio. La sfida per Infrastrutture Venete e RFI sarà garantire che, al termine dei lavori a dicembre, la stazione non sia solo un binario elettrificato, ma un luogo dignitoso e sicuro per la comunità.




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