GLI ADRIESI RACCONTANO ADRIA

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INTERVISTE PERSONAGGI

Adria riconoscente al Maestro Bepi De Marzi autore del celebre Signore delle Cime

Benemerenza Bepi De Marzi

Bepi de Marzi è giunto nella nostra Città per la consegna da parte dell’Amministrazione Comunale della benemerenza Adria riconoscente. Il musicista vicentino nutre particolari sentimenti per Adria. Per Bepi De Marzi, infatti, il ritorno nella città etrusca significa ritrovare le radici, quelle di nonna Angela, una nonna che non ha mai conosciuto. Nata in via Pignara nel 1869, ultima di otto figli di Angelo e di Agostina Biasioli, la nonna è poi emigrata a Milano. Il maestro, innamorato dei lunghi argini dei nostri fiumi che corrono al mare, anni fa accarezzò l’idea di trasferirsi a Boccasette. L’eco del fiume è un canto che gli ha ispirato il delta del Po. «L’eco del fiume riposa nel vento, l’eco non racconta se nei canali son tornate le cannaiole…».

Bepi De Marzi

avviso della cerimonia di consegna della benemerenza Adria riconoscente

Bepi De Marzi è l’autore del celebre canto Signore delle Cime composto sessant’anni fa

Bepi De Marzi è l’autore del Signore delle cime, famosissimo canto alpino amato in tutto il mondo. Pare sia stato tradotto in 140 lingue ed elaborato anche in versioni sinfoniche perfino in Giappone. A un giovanissimo De Marzi, gli amici del Club alpino italiano di Arzignano chiesero di comporre un canto per ricordare un loro amico, morto sulle montagne, nel 1951. Si trattava di Bepi Bertagnoli, un giovane frequentante l’Università di Padova. Era scomparso nell’alta Valle del Chiampo, travolto da una slavina. L’avevano cercato per settimane. Solo lo sciogliersi delle nevi, poi, aveva consentito di ritrovare i suoi resti.
Anche la cerimonia tenutasi ad Adria è terminata con questo canto-preghiera intonato dallo stesso compositore insieme al Coro Plinius di Bottrighe, che ha saputo emozionare il pubblico presente.

"Signora delle cime", Adria città riconoscente al maestro Bepi De Marzi.

Publiée par Comune di Adria sur Samedi 27 octobre 2018

Il Coro Plinius di Bottrighe deve il suo nome a Bepi De Marzi

Questa formazione corale, diretta da Antonella Pavan, deve il suo nome proprio a Bepi de Marzi, grande amico di Antonella da molti anni. È stato, infatti, proprio l’artista vicentino a vegliare sin dagli inizi sulle coriste del Plinius, ricercando per loro un nome originale. Traendo così spunto dalla figura di Plinio il Vecchio, che nei suoi antichi testi chiamava il nostro territorio Sette Mari, è nato il Plinius. Di Antonella Pavan Bepi De Marzi dice: «Da lei ho imparato la verità delle stagioni, il significato della speranza, il coraggio della poesia, ma anche della libertà. Lungo gli anni, Antonella Pavan mi ha continuamente ricordato l’indispensabile rinnovarsi a ogni sorgere del sole

Coro Plinius Con Bepi De Marzi

Coro Plinius con Bepi De Marzi

Bepi De Marzi raccontato da Antonella Pavan

Bepi De Marzi è particolarmente legato da fraterna amicizia ad Antonella Pavan, direttrice del Coro Plinius di Bottrighe. L’incontro con Antonella risale ai tempi della Rassegna Nazionale di canto Corale Città di Adria.  Antonella Pavan è anche la fondatrice dei cori Biribò, Eco del Fiume, Coro Giovanile Città di Adria. Contattata dalla redazione, Antonella Pavan ricorda come Bepi De Marzi sia stato per lei un maestro di vita: «L’ho conosciuto quanto avevo diciotto anni  e mi ha insegnato moltissime cose. Un grande maestro, il padre del canto corale. Un uomo di cultura, preparatissimo. Di lui apprezzo il modo di trattare tematiche importanti attraverso la poesia e l’armonia dei suoi componimenti. I suoi canti sono contro ogni tipo di brutalità: la violenza contro le donne, l’orrore della guerra, le stragi di migranti. Voglio ricordare: Nokinà, la carezza delle mamme che in fila andavano verso le camere a gas nell’orrore di Auschwitz. Una ninna nanna che pian piano  diventa un urlo. E ancora il suo ultimo struggente canto I bambini del mare

Adria riconoscente al Maestro Bepi De Marzi autore del celebre Signore delle Cime ultima modifica: 2018-11-01T10:30:04+01:00 da Letizia Guerra
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