Adria e la resa a Venezia

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Adria E La Resa A Venezia

Siamo nel bel mezzo della guerra del sale tra Ferrara e Venezia, l’anno è il 1482, Adria da un mese si è arresa, ha deposto le armi.
Forse è astuzia, forse rispetto per le antiche tradizioni, forse riconoscenza per il valore dimostrato dai cittadini Adriesi legati da un vincolo passato con la Signora dell’Adriatico,
sta di fatto che gli inviati della Comunità Adriese vengono accolti con i migliori onori per concludere la resa della città. I delegati Adriesi sono Ser Donato Donati e Crestoforo Mezzanato (Mecenati).I due ambasciatori ottengono le richieste e con atto pubblico vengono sancite e confermate il 7 giugno dal Doge Giovanni Mocenigo.
Il patto di resa sottoposto al Consiglio dei Pregadi è costituito da 22 capitoli nelle quali sono trattate tematiche che interessano la vita cittadina e l’amministrazione civica.
Tra i punti più importanti emerge l’impegno della città a rimanere neutrale durante il proseguo della guerra; nelle due piazze di Adria siano collocati due stendardi con le insegne Marchesche; che sia concessa l’immunità da ogni tributo di dazi, di gabelle, di tasse; che venga concesso il libero commercio; che sia riconosciuta la libertà di giudizio nelle cause criminali.
Venezia da parte sua si impegna a fornire 500 staia di frumento con pagamento rateale; impone al Vescovo l’obbligo di residenza in città; inoltre vengono riconosciuti gli statuti Adriesi ed allargata la rappresentanza comunale. Tali concessioni rafforzarono le simpatie dei cittadini Adriesi nei confronti della Repubblica Veneta poiché non sembro’ di esser assoggettati ad un altra potenza.

Adria e la resa a Venezia ultima modifica: 2019-06-07T07:17:36+02:00 da Marco Honor Fidelitas Fornaro

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