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Sanità, addio al Punto Nascita di Adria: la mappa dei servizi cambia tra proteste e ragioni di sicurezza

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Sanità, addio al Punto Nascita di Adria.
ADRIA – La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno per le comunità locali, ma le radici affondano in direttive nazionali precise: il punto nascita dell’ospedale civile di Adria cessa le attività di sala parto. Le partorienti del Bassopolesine dovranno d’ora in poi fare riferimento all’Ospedale di Rovigo. La disposizione ministeriale, legata al mancato accoglimento della deroga richiesta dalla Regione Veneto, ha scatenato la reazione immediata di sindacati, cittadini e amministratori locali, riaprendo il mai sopito dibattito sulla razionalizzazione della sanità territoriale.

I numeri e il nodo della sicurezza: la soglia dei 500 parti

Alla base del provvedimento c’è il rispetto degli standard definiti dall’accordo Stato-Regioni del 2010. I protocolli nazionali stabiliscono che i punti nascita con meno di 500 parti all’anno non garantiscono i pieni requisiti di sicurezza per le mamme e i neonati, a causa della minore casistica affrontata dal personale e delle frequenti carenze di organico specialistico (ginecologi, anestesisti e pediatri).

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Adria – Ospedale Civile


Adria, scesa da tempo sotto questa soglia critica, si è trovata nel mirino del Comitato Nazionale Punti Nascita insieme ad altre strutture venete come Piove di Sacco e Valdagno. Nonostante i tentativi della Regione e dei sindaci di difendere la specificità e l’alta qualità del presidio adriese, il Ministero ha confermato lo stop alle sale parto. Se da un lato medici ed esperti difendono la scelta ricordando che “sotto i 500 parti la sicurezza non è garantita per mancanza di reperibilità h24 di tutte le figure necessarie”, dall’altro il territorio vive la scelta come l’ennesimo scippo.

La mobilitazione del territorio: flash mob e preoccupazione dei sindaci

La risposta della cittadinanza non si è fatta aspettare. Le ostetriche del reparto, sostenute da centinaia di mamme e famiglie, hanno promosso mobilitazioni e flash mob davanti al Teatro Comunale per gridare l’ennesimo “No” al depotenziamento dell’ospedale. I messaggi di affetto e stima per il personale del reparto hanno inondato i social network, a testimonianza di un servizio che andava ben oltre il semplice dato numerico dei registri di nascita.
Anche la politica locale ha cercato di fare muro. Il sindaco di Adria, insieme ai colleghi dei comuni limitrofi e ai rappresentanti sindacali, ha espresso forte indignazione per una scelta che penalizza un’area geograficamente complessa come quella del Delta del Po, dove i tempi di percorrenza stradale verso Rovigo rischiano di allungarsi notevolmente, soprattutto in caso di urgenze.

La posizione dei sindacati:

“ Siamo indignati per la decisione di chiudere il punto nascita dell’ospedale di Adria, che arriva dopo il precedente sacrificio del presidio di Trecenta. Si continua a impoverire la sanità periferica a favore della centralizzazione.

Cosa cambia adesso per le pazienti?

La direzione generale dell’Ulss 5 ha tenuto a precisare che non si tratta di uno smantellamento totale del reparto. All’Ospedale di Adria rimarranno attive tutte le attività collegate alla tutela della salute femminile:

  • Reparto di Ginecologia: i posti letto e le attività chirurgiche ginecologiche ordinarie restano confermati.
  • Servizi Ambulatoriali: continueranno a essere garantiti i monitoraggi, le visite ecografiche, i controlli pre-parto e l’assistenza post-partum.
  • Il parto assistito: l’evento della nascita vero e proprio (travaglio e parto) dovrà essere programmato e gestito presso l’Ospedale Hub di Rovigo.
    La sfida, ora, si sposta sul piano della gestione dei trasporti sanitari e delle emergenze, per fare in modo che la teorica “maggiore sicurezza” di un grande ospedale centrale non venga vanificata dai chilometri d’asfalto che le mamme del Polesine dovranno percorrere per dare alla luce i propri figli.

Sanità, addio al Punto Nascita di Adria: la mappa dei servizi cambia tra proteste e ragioni di sicurezza ultima modifica: 2026-06-04T12:20:38+02:00 da Doati Marco

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