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MEMORIA STORIE

Storie di eroi: recuperata un’elica e il suo avvincente passato

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Storie di Eroi. Recuperare il passato del territorio, fa parte della nostra mission di itBlog. Specialmente storie belle ed intrise di eroismo polesano. In questo ci aiuta l’associazione Arei Perduti Polesine che abbiamo già conosciuto, in altri nostri pezzi precedenti. Nella terra del più grande trasvolatore della storia; Umberto Maddalena la passione per tutto ciò che riguarda il mondo dell’aviazione contagia tutti gli appassionati, di veivoli aeronautici del territorio. Ma Aerei Perduti Polesine si distingue sicuramente per passione, dedizione e precisione storica degli avvenimenti ricercati e sapientemente narrati.

Lelica Del B24

L’elica ritrovata e conservata fino ad oggi nella tenuta della Famiglia Torchio a Portonovo

Storie di eroi: 76 anni dopo ritorna in Polesine l’elica di un B24 con una avvincente storia

Dopo 76 anni ritorna in Polesine l’elica di un bombardiere quadrimotore americano atterrato nel delta del Po, presso il paese di Porto Tolle. Era il 20 ottobre 1944. Quella mattina, dall’aeroporto pugliese di Stornara, i B-24 del 456th BG decollarono per effettuare il bombardamento strategico di un aeroporto tedesco sito presso la città della Baviera,  di Bad Aibling. Una volta oltrepassate le Alpi, i bombardieri americani però faticarono ad individuare l’obiettivo a causa della copertura nuvolosa. Ma quel giorno un destino particolare attendeva l’equipaggio del B-24 “Liberator” serial number 41-28768. Durante il tragitto i quattro motori smisero progressivamente di funzionare a causa di malfunzionamento dell’impianto di alimentazione; come racconta il navigatore 2nd Lt. Richard Sciaroni nelle sue memorie.

Lt. Richard Sciaroni
 Lt. Richard “Hank” Sciaroni : secondo da sx in piedi

Storie di Eroi il racconto : fu più morbido di molti atterraggi con il carrello

Avevamo ancora circa 10 o 15 minuti di autonomia perché non era più possibile trasferire altra benzina dai serbatoi ausiliari. Comunicai al pilota che non avremmo mai raggiunto Ancona. Avendo notata Venezia qualche miglio sulla nostra destra, suggerii di dirigerci ad ovest e tentare di raggiungere la terraferma. Il pilota mi chiese se eravamo in territorio alleato o nemico. Gli risposi: “nemico”. Fu deciso di tentare un atterraggio sulla costa, se fossimo riusciti a raggiungerla. Poi le cose cominciarono ad accadere velocemente… Il pilota dovette fermare il motore numero 2, l’elica del motore numero 3 andò in stallo e quindi anche il motore numero 3 dovette essere fermato. Stavamo perdendo quota con un rateo di circa 1.000 ft/min (300 m).

Lelica In Particolare
il modello dell’elica del B24

Ci stavamo avvicinando rapidamente alla costa quando, all’improvviso, sentimmo il motore numero 4 battere in testa, per cui dovette essere spento. Questo significava che tutti i nostri motori erano fermi. Proseguimmo la fase di atterraggio perdendo quota rapidamente. Tutti nell’aereo ci mettemmo nelle posizioni di ammaraggio o atterraggio di emergenza e il pilota fece un atterraggio di pancia (a carrello retratto) sulla spiaggia. Prima che l’aeroplano si fermasse ogni uomo era già saltato fuori. L’atterraggio fu meraviglioso; fu uno degli atterraggi più morbidi a cui avessi mai assistito; fu più morbido di molti atterraggi con il carrello”.

Una storia eroica ed incredibile

Questo è solo l’inizio di una storia dai tratti incredibili che vide per protagonisti 4 dei membri dell’equipaggio e alcuni coraggiosi abitanti del Delta del Po che misero a repentaglio la loro vita pur di salvare questi giovani aviatori americani atterrati in quell’estremo lembo di spiaggia che segnava il confine ultimo tra le terre e il mare Adriatico. I il pescatore Giovanni Siviero Cicolani di Scardovari, e fratelli Mantovani di Goro e compirono un miracolo nascondendo e  e poi riuscendo a portare in salvo fino a Cesenatico 4 dei 10 aviatori, sfidando il mare e la tempesta, sfidando la caccia dei tedeschi e i rischi connessi, dividendo quel poco di cibo che avevano ed offrendo loro riparo e protezione.

Storie di eroi La Squadra Di Volontari Che Ha Preceduto Al Recupero
I volontari che hanno proceduto al trasporto per il ritorno in Polesine dell’elica

L’episodio in un film

Ma se la storia di Cicolani e dei Mantovani è oramai nota, incoronata anche dalla sceneggiatura di Fellini e dalla magia della cinepresa di Rossellini nell’episodio di Paisà intitolato Porto Tolle, che ne fu di quello che rimaneva del bombardiere americano? Certamente smantellato dalla popolazione locale, finì per portare un poco di ricchezza nelle case di tanta povera gente, essendo l’alluminio molto prezioso all’epoca e ben pagato dai rigattieri.

Storie di eroi Paisà

Storie di Eroi– Ma le ricerche effettuate dall’Associazione Aerei Perduti, oltre a riportare nel suo libro “Aerei Perduti – Polesine 1943-1945” tutta la storia di quel bombardiere e del suo equipaggio; hanno permesso anche di scoprire dove ancora veniva conservata una delle quattro eliche del bombardiere americano. Presso la tenuta della famiglia Torchio di Portonovo (Ancona), conservata accostata ad una nicchia nel muro di cinta; ecco riapparire proprio una delle quattro eliche che il navigatore Sciaroni vide fermarsi progressivamente durante il rientro dalla missione di quel lontano giorno di ottobre del 1944. Questa elica, assieme a una “gemella”, era stata recuperata dal relitto dal Conte Oreste Torchio, proprietario di una grande tenuta limitrofa allo scanno dove era atterrato il B-24. 

Storie di eroi Marina Torchio Kock
Marina Torchio Kock

Storie di Eroi: L’elica è rimasta per molti anni in Polesine

L’elica è rimasta nell’ azienda del Conte di Tolle per molti anni. Le vicissitudini familiari con la scomparsa del Conte e le conseguenti divisioni ereditarie hanno trasportato l’elica lontano dal Polesine, proprio nella splendida villa sul Conero dove è stata ritrovata. Lì è stata gelosamente conservata da Antonio uno dei figli del Conte, anch’egli da poco scomparso. La straordinaria sensibilità della proprietaria, Marina Torchio Kock, oggi ha permesso che questa elica ritorni in Polesine per divenire monumento in ricordo del coraggio e della generosità del popolo del Delta, protagonista -durante la Seconda Guerra Mondiale- di azioni volte ad aiutare gli aviatori che precipitarono in quel lembo di terra. I presidenti dell’Associazione Reduci e Combattenti di Porto Tolle Graziano Gibin e  di Aerei Perduti  Luca Milan, con i volenterosi e Enrico Odorizzi e Giampaolo Vendemmiatisi sono recati di persona a prelevare l’elica per riportarla “a casa”.

Caricata a braccia

Caricata a braccia su un furgone messo a disposizione proprio da Giampaolo Vendemmiati; titolare dell’omonima impresa di costruzioni è stata trasportata; il lento e quasi solenne rientro in Polesine. Accompagnato da una forte emozione maturata nel tempo grazie al legame fortissimo che l’associazione di ricerca aeronautica Aerei Perduti; ha tessuto con la famiglia Sciaroni e con le due famiglie Siviero e Mantovani. Un ringraziamento particolare deve essere fatto alla signora Marina Torchio e all’Ass. Reduci; in particolare al Presidente Graziano Gibin, per avere permesso di chiudere un altro tassello di storia e, al contempo; di aprirne un altro. Quello di perpetuare la memoria di uomini e gesta che devono essere di esempio per le generazioni presenti e future. 

Storie di eroi Il Recupero Dellelica
Il momento del carico dell’elica a braccia

L’elica sarà provvisoriamente ospitata dall’Associazione Combattenti e Reduci nella sede di Tolle; per l’opportuna pulizia. In seguito, a cura delle due Associazioni e con il Patrocinio e collaborazione del Comune di Porto Tolle; verrà  esposta al pubblico con la creazione di un “memorial” nella piazza di Tolle. In ricordo della azione di Giovanni Siviero “Cicolani” dei fratelli Mantovani e del Ten Richerd “Hank” Sciaroni ; che per tutta la vita, non ha dimenticato la gente del Delta del Po e il suo sacrificio

fonte editoriale e foto Aerei Perduti Polesine

Storie di eroi: recuperata un’elica e il suo avvincente passato ultima modifica: 2020-09-14T08:50:00+02:00 da Doati Marco
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