Insorgenze venete: la banda Astolfi assalta Adria e dintorni

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Insorgenze Venete: La Banda Astolfi
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Tra aprile e settembre del 1809 gruppi di rivoltosi si unirono in bande per osteggiare l’occupazione militare e i soprusi francesi nei territori veneti e confinanti. Anche in Polesine sacche di resistenza formate da povera gente prese in mano schioppi, falci, forconi e gettò anima e corpo sospinti dalla fame e dalla voglia di libertà a combattere il governo napoleonico.

La banda Astolfi si scatena nel territorio

E’ il caso della banda Astolfi che operò prevalentemente nella zona a nord di Adria. Questa banda capeggiata dal medico di Beverare Domenico Astolfi era composta di un folto gruppo di abitanti delle Comunità di Fasana, Rottanova e Cavarzere. Nella notte tra 8 e 9 luglio la banda Astolfi entrò a Fasana assaltò la sede municipale (Fasana era comune) bruciando i documenti in piazza di fronte la chiesa.

Fasana la Chiesa

Nelle ore successive i briganti si diressero ad Adria. Su un calesse signorile in riviera degli orti (ora Matteotti) sostava il chirurgo Astolfi mentre gli insorti compivano razzie e i saccheggi tra le case e gli uffici in città. Furono pure aperte le carceri. Questi “banditi” erano credenti convinti tant’è che entrarono in Duomo a scoprire l’immagine della beata vergine del Rosario che i francesi avevano coperto perché fonte di fanatismo religioso in quanto la statua sudava e piangeva. Adria era in mano ai rivoltosi.

Adria Riviera Degli OrtiAdria Riviera degli Orti

La banda lasciò Adria per spostarsi a saccheggiare Cavarzere dove il giorno dopo diede l’assalto al Municipio con le consuete razzie. Tardiva fu la risposta dell’esercito napoleonico del generale Peyri. Dopo pochi mesi le rivolte furono sedate e la giustizia francese fece il corso in modo spietato. Non verremo mai sapere quanti furono giustiziati al momento della cattura ma nell’ottobre del 1809 furono comminate le sentenze per alcuni responsabili della banda Astolfi.

Le condanne successive agli episodi

Domenico Astolfi possidente, chirurgo, di anni trentadue domiciliato a Beverare condannato ai lavori forzarti a vita.
Domenico Rizzi detto Gucchio, sarto e lavoratore di campagna, di anni 28, condannato a quattro anni di lavori forzati
Antonio Lazzarin detto Tampello, villico di Cavarzere e domiciliato a Fasana condannato a cinque anni di lavori forzati.
Gaetano Fante villico, di anni 30, domiciliato a Fasana, condannato a tre anni di lavori forzarti.
Domenico greggio detto rizzato pescatore di valle di anni 35 domiciliato in bovina (odierna Ca’Emo) condannato a cinque anni di lavori forzati.
Giovanni Battista Ravanello, lavoratore di campagna, di anni 34, domiciliato a Baricetta condannato a tre anni di lavori forzati.
La stagione delle speranze iniziata ad aprile si chiudeva con una tremenda repressione che lascerà a terra molti giovani padri di famiglia.

Una targa o un ricordo a questi concittadini?

 Dare più visibilità con una targa o l’intitolazione di una via, a questi nostri avi e compaesani che diedero la vita per la libertà….. possibile?

Marco Honor Fidelitas Fornaro

Autore: Marco Honor Fidelitas Fornaro

Adriese da sempre, le mie più grandi passioni sono il calcio e la storia.
Appesi gli scarpini al chiodo seguo la squadra della mia città dalle gradinate del “Luigi Bettinazzi”. Interrotti gli studi universitari continuo a divorare libri sulle “Memorie Patrie” per saziare la mia fame di sapere chi eravamo.

Insorgenze venete: la banda Astolfi assalta Adria e dintorni ultima modifica: 2019-07-09T08:07:42+02:00 da Marco Honor Fidelitas Fornaro

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