PERSONAGGI STORIA

Don Giocoli: brigante o patriota?

Don Giocoli Brigante O Patriota

Ci sono uomini illustri nella nostra città che attendono invano da secoli di ricevere la giusta riconoscenza, dai posteri. Tra i molti nomi che si sono persi nell’oblio del tempo ce n’è uno di cui nulla o poco si sa.  Stiamo parlando del Curato Don Carolo Giocoli. La sua figura nel susseguirsi delle varie epoche non ha mai ricevuto la giusta considerazione. L’effige di Don Carolo Giocoli è di brigante o di patriota? Per di più, in Polesine egli viene bollato come “prete sanguinario”. Nonché sono ancora pochi coloro che lo considerano, un Patriota incompreso.

La Casata

Don Giocoli brigante o patriota. Stemma Del Casato Dei Giogoli
Stemma del casato dei Giocoli

La Casata dei Giocoli è antichissima, le prime notizie risalgono addirittura agli inizi dell’anno mille. Di nobile discendenza i Giocoli fanno parte dell’ aristocrazia estense. In ogni caso, il ramo della stirpe  di Don Carolo  si sposta nei pressi di Adria  nel xv secolo e precisamente a Bellombra nella quale possiedono un palazzotto detto ‘Zogolara’. E’ qui che nasce Carolo attorno al 1770.

Il personaggio

 Il Palazzotto Della Famiglia Giocoli Come Si Presenta Ai Giorni Nostri
Quel che resta del Palazzotto dei Giocoli ai giorni nostri

Sino al memorabile luglio del 1809 del Curato Don Giocoli non abbiamo informazioni precise. In tutto il Veneto scoppiano le insurrezioni e a capo degli insorti nel Polesine c’è pure lui. Egli dalla sua tenuta di Bellombra assieme al fratello Gaspare, elabora strategie,  spedisce proclami e comanda centinaia di insorti. I proclami scritti per il fratello hanno una particolare dicitura che da sola chiarisce il movente e il fine delle loro azioni. “Noi, Gaspare Giocoli, Conte del Sacro Romano Impero ed Aiutante Generale di sua altezza imperiale l’Arciduca Giovanni”.

Don Giocoli: brigante o patriota? I suoi assalti

 Don giocoli brigante o patriota. Curato nelle Insorgenze
Sacerdote armato di spada nei saccheggi del luglio 1809

Divenuto uomo d’azione con i suoi briganti terrorizza e saccheggia le città del medio e basso Polesine. I suoi nella prima decade di luglio assieme ad altri gruppi di insorti saccheggiano prima  Rovigo poi a centinaia razziano Adria. Successivamente riescono  pure a far breccia nelle cittadine di Loreo, Bottrighe, Taglio di Po e Contarina. Non contento, si mise pure a minacciare la Marina Fluviale Francese e a conquistare i fari del Basso Po. Prelevava sacchi di grano farina uova e armi dalle città assediate per poi darli alla povera gente. Le sue incursioni dureranno anche nei mesi di agosto e settembre nonostante la terribile repressione dell’esercito francese del Generale Peyri.

Don Giocoli: brigante o patriota? La resa 

Entrata Della Corte Zogola
Entrata della Corte Zogola con targa annessa

Per non essere catturato il Giocoli si trasferisce coi fedelissimi in zone più sicure e cioè nel Delta. Qui si muove lungo gli argini del  Po, nelle valli tra la gente del posto che lo avverte dei  pericoli. Attraversa più volte il fiume e scende nel ferrarese per azioni di guerriglia. Verso la fine di settembre Don Carolo, il fratello Gaspare e Domenico Maresta carrettiere di Gambalonga, senza più armi e col morale a pezzi decidono di costituirsi. Un paio di giorni dopo li troviamo ad Adria che si consegnano alla Vice Prefettura. L’ultimo baluardo di resistenza antifrancese si arrende stremato. Il 10 marzo 1810  il Sacerdote viene condannato dalla Corte Speciale  di Ferrara ai ferri a vita grazie alla difesa di 4 ore fatta dall’Avvocato Marangoni. Restano ignote le informazioni sui fratelli Giocoli dopo la caduta di Napoleone. Ad oggi non sappiamo se morirono in carcere o furono liberati.

Le considerazioni

don Giocoli brigante o patriotaPiazza intitolata agli insorti a Tezze Sul Brenta
Piazza dedicata agli Insorti del luglio 1809 a Tezze sul Brenta

Nonostante, Don Giocoli avesse avuto l’opportunità di rifugiarsi in qualche convento per avere salva la vita, egli rimase fino all’ultimo con i suoi uomini. Affrontò la Corte Speciale consapevole che avrebbe potuto essere condannato a morte. Solo questo potrebbe bastare per onorare la Memoria di questo Parroco Adriese che ha combattuto a modo suo l’invasore Napoleonico. Invece da due secoli nessuno ne vuole sapere nulla. In Polesine se qualcuno parla di lui scatta alla mente l’appellativo di “prete sanguinario”. La tradizione orale lo ricorda come uno spirito maligno, contro il quale è necessario una messa notturna esorcizzante per cacciarlo all’inferno. Don Giocoli brigante o patriota? Egli attende pazientemente un Adriese che possa raccontare le sue gesta col giusto merito che gli potrebbe essere riconosciuto una volta riletta e studiata approfonditamente la sua dinamica storia di Robin Hood Polesano.

Marco Honor Fidelitas Fornaro

Autore: Marco Honor Fidelitas Fornaro

Adriese da sempre, le mie più grandi passioni sono il calcio e la storia. Appesi gli scarpini al chiodo seguo la squadra della mia città dalle gradinate del “Luigi Bettinazzi”. Interrotti gli studi universitari continuo a divorare libri sulle “Memorie Patrie” per saziare la mia fame di sapere chi eravamo.
Don Giocoli: brigante o patriota? ultima modifica: 2019-09-18T08:50:55+02:00 da Marco Honor Fidelitas Fornaro

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