MITI E LEGGENDE STORIE TRADIZIONI

Il Salvanèlo un’antica leggenda: il folletto dispettoso adriese

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Molte sono le storie e leggende che appartengono al territorio polesano. Molte di esse perdono le loro radici all’alba dei tempi. Maghi, streghe e altre creature magiche sono i protagonisti dell’universo favolistico polesano che, nelle fredde serate d’inverno, facevano volare la fantasia di grandi e piccini durante i filò. Il personaggio di cui parlerò in questo articolo è il Salvanèlo, una creatura appartenente alla mitologia polesana ed adriese.

Chi è il Salvanèlo?

Il Salvanèlo è una creatura fantastica che appartiene all’universo favolistico adriese e polesano. Viene spesso descritto come un piccolo folletto con un cappuccio in testa. Secondo il folclore popolare questa creatura fantastica è nota per essere molto dispettosa. Nelle campagne era infatti lui il responsabile di molte sfortune che avvenivano nell’ambiente domestico. Il Salvanèlo infatti, entrava nelle abitazioni dal camino per mettere in subbuglio la casa con le sue burle. In molti racconti appartenenti alla cultura popolare viene descritto anche che il suo arrivo era segnato da un forte soffio di vento. Il salvanèlo è quindi una specie di folletto che, secondo la cultura popolare, si aggira per le campagne adriesi e polesane.

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ambiente domestico con caminetto, da cui si credeva scendesse il Salvanèlo.

Analogia tra il salvanèlo ed altre favole europee

Se ben osserviamo questo personaggio mitologico, saltano subito all’occhio le analogie che quest’ultimo presenta con altri personaggi fantastici appartenenti ad altre culture popolari italiane ma anche con alcuni personaggi magici degli universi favolistici appartenenti alla cultura nord Europea. Il Salvanèlo infatti per molte caratteristiche somiglia ai Leprecauni, folletti tipici della cultura Irlandese. Infatti, come si narra di quest’ultimi, anche il Salvanèlo conoscerebbe il nascondiglio di molti tesori perduti. La leggenda narra infatti che il Salvanèlo riveli il nascondiglio di questi tesori solo a chi riesce a rubare la sua mantella. Bisogna infatti aspettare che lui si cali in un pozzo, osservando se ha lasciato il suo mantello appoggiato ad esso. Il mantello del Salvanèlo è infatti la fonte del suo potere. Per cui sarebbe disposto a qualunque cosa, anche a rivelare il nascondiglio del tesoro, pur di riavere la sua magica mantella.

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Le ombre della luna nelle sarate di luna piena secondo la leggenda rapresenterebbero il Salvanelo.

Il Salvanèlo e la luna

Uno dei molti racconti della cultura popolare adriese e polesana che ha come protagonista il Salvanèlo, che sicuramente i nonni ricorderanno, è quello del furto dei capussi (cavoli in dialetto adriese). Il Salvanèlo Infatti,  come narrato in questo racconto rubò dei capussi. Fuggendo con il bottino della sua rapina però corse così tanto che arrivò fino alla luna restandone imprigionato. Quindi osservando le macchie scure della luna, nelle notti di luna piena, si nota, con un po’ di fantasia che esse sembrano quasi un uomo con una carriola piena di cavoli. Almeno questa era l’interpretazione che l’antica cultura contadina adriese e polesana dava ai crateri della luna.

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Una pentola di fagioli che secondo la tradzione popolare ha distratto il Salvanelo, evitando le sue burle e scherzi.

Il Salvanèlo e i fagioli

Altra credenza legata al Salvanèlo sarebbe quella legata alla sua grandissima curiosità. Infatti, esso è uno spiritello molto curioso e ha l’abitudine di intrufolarsi ovunque. Per questo si narra che una volta una donna lasciò vicino al camino una pentola con dei fagioli al suo interno e il Salvanèlo si mise a contarli per ore e ore risparmiando l’ambiente domestico dalle sue burle e scherzi. Questo racconto inoltre dimostra ancora una volta come questi legumi fossero considerati importanti per il folclore polesano. Il Salvanèlo è solo una delle tate creature fantastiche che popolano l’universo favolistico adriese e polesano, e sono arrivate a noi attraverso la tradizione orale tipica di questi territori e ancora oggi affascinano grandi e piccini.

Matteo Corazza

Autore: Matteo Corazza

Sono un laureato in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’università di Padova. Da sempre appassionato di cucina, ma non solo poichè grazie al mio percorso di studi sono riuscito ad approfondire gli aspetti socio culturali e storici legati al mondo dell’enogastronomia appassionandomi anche alla storia e alle tradizioni del territorio.

Il Salvanèlo un’antica leggenda: il folletto dispettoso adriese ultima modifica: 2018-12-31T10:20:22+01:00 da Matteo Corazza

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