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L’eroismo Adriese protagonista nei moti del 1848

Dipinto Degli Scontri Tra La Popolazione Padovana E I Soldati Asburgici

Quando si pensa alle Insurrezioni del 1848 la prima cosa che viene in mente sono le 5 giornate di Milano. Io invece penso a Padova e a quel 8 febbraio in cui l’eroismo Adriese fu protagonista nei moti del 1848. È questa la data e la città simbolo assieme a Venezia della stagione delle rivolte popolari. In queste poche righe vi racconteremo come furono proprio i nostri avi con il loro coraggio a dar il via all’onda rivoluzionaria borghese che sconvolse l’Europa.

L’eroismo Adriese protagonista nei moti del 1848: il corteo funebre

Tulmulti Dell'8 Febbraio In Una Raffigurazione Dell'epoca
Tulmulti dell’8 febbraio in una raffigurazione dell’epoca

È l’8 febbraio si sta svolgendo un corteo funebre in onore del giovane patriota, studente universitario, Giuseppe Placco di Montagnana. Dietro al feretro un interminabile corteo di studenti, borghesi, popolani accompagnano nel dolore la salma per le vie di Padova. La compagine Adriese è presente e compatta in prima linea ad onorare il feretro che sfila verso il Caffè Pedrocchi. Tra gli Adriesi presenti quel giorno troviamo il Lupati, Turri, Salvagnini, e il Pegolini.

Il coraggio Adriese

L'eroe Adriese Bortolo Lupati
L’eroe adriese Bortolo Lupati

La scintilla dell’insurrezione e della rivolta viene accesa proprio dallo studente Adriese in medicina Bortolo Lupati. Egli vedendo sopraggiungere da via Beccherie la carrozza del Generale D’Aspre è lesto a imbrigliare i cavalli apostrofando veementemente l’arrogante generale intimandogli di retrocedere. La miccia è stata accesa, il Generale è costretto a retrocedere. Solo allora i gendarmi austriaci accorrono con le baionette verso il manipolo adriese nel tentativo di fermarli. Accanto al Lupati che lotta con ardore, l’Adriese Pegolini risponde sparando e assalendo gli austriaci nel tentativo di non farsi catturare. Anche gli altri Adriesi Turri, e Salvagnini si distinguno nella mischia assieme al resto del corteo che ormai ha dato inizio alla rivolta. Scolari e cittadini si ribellano, a nulla servono i tentativi di placare gli animi, l’università viene chiusa, nelle strade vengono posti picchetti armati; si spara, vi sono morti e feriti.

L’ eroismo Adriese protagonista nei moti del 1848: come si arrivò al famoso 8 febbraio

Targa Commemorativa A Padova Città
Targa commemorativa a Padova città

Questi sentimenti patriottici condivisi in altre città per lo più in ambienti aristocratici trovarono a Padova terreno fertile. Il Bo, e l’Università in Veneto, venne equiparato agli altri atenei dell’Impero e sottoposto ad una rigida censura che vietava il formarsi di qualsiasi associazione. Padova rispose con lo sciopero del fumo per non pagare all’Imperatore la tassa sui sigari, prima e con l’8 febbraio poi. Altri grandi protagonisti della rivolta furono due studenti, che morirono negli scontri: Giovanni Anghinoni e Giovanni Battista Ricci. Il teatro di questi scontri fu proprio quella che oggi conosciamo come via 8 febbraio 1848, tra Università ed il Caffè Pedrocchi.

L’eroismo Adriese protagonista nei moti del 1848: il Caffè Pedrocchi testimone degli scontri

Caffè Pedrocchi
Caffè Pedrocchi

L’eroismo Adriese protagonista nei moti del 1848 fu proprio in prossimità del famoso Caffè Pedrocchi dove avvennero i tumulti. A ricordo oltre alla strada luogo degli scontri oggi intitolata: via 8 febbraio 1848, il famoso Caffè rende omaggio a quei giorni e al tricolore denominando le sale “Sala Bianca, Sala Verde, Sala Rossa.

Museo Risorgimentale All'interno Del Caffè Pedrocchi
Museo risorgimentale all’interno del Caffè Pedrocchi

La sala bianca è ricordata in particolare perché è ancora conficcato al suo interno un proiettile sparato dai soldati austriaci in quel fatidico giorno. Mentre una particolarità che forse non tutti conoscono è la funzione sociale della sala verde totalmente diversa dalle altre due. Qui si incontravano le persone meno abbienti della città o gli studenti  che in questa sala potevano stare indisturbati a riscaldarsi in inverno, fare conversazione, studiare senza che alcun cameriere venisse a chiedere l’ordinazione. Da qui l’espressione “essere al verde”, essere senza un soldo.

Articolo tratto da: Adria e il suo territorio di Jacopo Zennari, il Blogdipadova

Marco Honor Fidelitas Fornaro

Autore: Marco Honor Fidelitas Fornaro

Adriese da sempre, le mie più grandi passioni sono il calcio e la storia. Appesi gli scarpini al chiodo seguo la squadra della mia città dalle gradinate del “Luigi Bettinazzi”. Interrotti gli studi universitari continuo a divorare libri sulle “Memorie Patrie” per saziare la mia fame di sapere chi eravamo.
L’eroismo Adriese protagonista nei moti del 1848 ultima modifica: 2020-02-12T08:50:00+01:00 da Marco Honor Fidelitas Fornaro

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