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Duilio Clemente: la storia di un emigrato adriese

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Oggi vi voglio narrare una storia. Una storia semplice, ma allo stesso tempo speciale, dedicata ai nostri concittadini e italiani all’estero. Loro sanno più di tutti che il legame con la terra d’origine non si scioglie mai e che il cuore resta proprio lì, come un’ancora sicura. Anche se il cuore di Duilio Clemente recentemente ha smesso di battere per sempre, la sua testimonianza d’amore per Adria rimarrà sempre viva. Duilio Clemente è per l’appunto il protagonista di questo racconto. Sono certa di interpretare, così, il desiderio di questo nostro concittadino. Durante la sua ultima permanenza in Città, qualche anno fa, ha fatto, infatti, dono alla Pro Loco di un suo album di ricordi che oggi apriremo per voi.

L’album con i ricordi di una vita

Le buste trasparenti contengono copie di articoli di giornale, fotografie, lettere. Gli articoli sono tratti dal quotidiano Oggi America. Essi presentano la storia di Duilio Clemente: dalle sue origini ai suoi risultati d’artista. Egli invia ai giornali americani poesie della sua maestra Atilde Zen come La mi Adria. Con orgoglio dichiara sempre di provenire da Adria, cittadina che ha dato il nome al Mare Adriatico.

Duilio Clemente -articolo giornale

Fra le lettere si trova copia di una missiva del 2007 inviata dallo stesso Clemente a Mr Donald Trump. Colpisce anche la corrispondenza intercorsa con il poeta adriese Lino Naccari che, spesso, invia poesie. In quest’album che vuole riassumere una vita si scoprono, inoltre, alcuni componimenti tratti dal libro di terza elementare di Lorenzo Clemente, padre di Duilio. Pensate che sono del 1898!

Duilio Clemente da Adria a Bridgeton

Duilio Clemente era nato ad Adria nel 1927. Suo padre aveva tentato la via dell’emigrazione, ma era tornato deluso dal Brasile e si era messo a fare lo stagnino. Duilio, quindi, aveva imparato il mestiere facendo apprendistato nell’officina paterna. Un freddo giorno di febbraio del 1955, leggendo Il Resto del Carlino, Duilio resta colpito da un annuncio: “Cercasi lattoniere per il Canada”. Non ci pensa due volte e dopo dieci giorni è già imbarcato sulla nave Saturnia per Toronto. Qui vi rimane per diciassette anni, ma non riesce a realizzare i suoi sogni.

Duilio Clemente - vettura della ditta Clemente

Nel frattempo riallaccia i rapporti con una ragazza adriese emigrata con la famiglia in America. Si scrivono, si incontrano e si sposano. Rientrano in Italia nel 1970 e vi restano fino al 1980. Nonostante Duilio abbia superato i cinquant’anni pensa di tentare ancora una volta la via dell’emigrazione. La famiglia Clemente, quindi, approda negli Stati Uniti, a Bridgeton, in New Jersey. Qui Duilio deve ricominciare da zero e prima lavora alle dipendenze di un supermercato facendo la guardia notturna e, successivamente, in una segheria/rivendita di legnami per costruzioni. 

Duilio Clemente - riproduzione tour Eiffel

Duilio Clemente e i suoi sogni di artista

Giunta l’età del pensionamento riesce a realizzare il suo sogno. Diventa, quindi, un modellatore, tornitore e incisore di rame, bronzo e acciaio e produce dei veri capolavori. Per questo è stato segnalato più volte sulla stampa locale americana come artista tanto che il suo laboratorio ha cominciato a diventare meta di ammiratori e intenditori d’arte. Lavorando con pazienza certosina, talento e passione ha riprodotto una Torre Eiffel alta m. 1,80, del peso di circa 500 Kg. Non soddisfatto ha, poi, duplicato anche la torre di Pisa e, sempre in miniatura, un famoso faro americano, il Cape May Lighthouse.

Lady Libertà

Il suo capolavoro, però, è la riproduzione personalizzata della Statua della Libertà che supera i tre metri e mezzo e il peso di mezzo quintale. Quest’opera si trova ad Atlantic City presso il museo Ripley’s Believe It or Not!. Il museo si trova all’interno di una replica di una casa spagnola dei secoli scorsi ove si può ammirare una collezione degli oggetti più strani di questo mondo. Come avevo premesso questa è una storia semplice fatta di coraggio, determinazione e… nostalgia. Duilio ci ha reso partecipi della sua esistenza, una vita che potrebbe essere l’emblema di tanti emigrati adriesi.

Letizia Guerra

Autore: Letizia Guerra

Da molti anni sono impegnata attivamente nell’associazionismo cittadino perché innamorata della mia Città e della mia Terra. Amo mettermi alla prova in nuovi progetti e accettare nuove sfide, conversare, soffermarmi a guardare il mare, un tramonto o un cielo stellato. Ho suonato il pianoforte, ho praticato danza, ho dipinto e continuo a coltivare queste passioni artistiche, ma non contemporaneamente!
Duilio Clemente: la storia di un emigrato adriese ultima modifica: 2019-07-05T08:50:31+02:00 da Letizia Guerra

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