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La frutta del Delta del Po: squisitezza di antica memoria

Fichi

Tra i tesori di antica memoria della cultura gastronomica la frutta del Delta del Po; rappresenta una rarità ed esclusività di questo splendido territorio. Prodotti ancora presenti sulle tavole degli amanti del genere; ma purtroppo in misura limitata. Frutta; di cui stiamo parlando poco conosciuta quindi. Attraverso questo nostro articolo la conosceremo un pò di più; diventando la stessa perciò, una nuova e piacevole scoperta da condividere insieme. Magari a tavola con gli amici.

La frutta del Delta del Po Amolo
Amolo – Frutta di una volta

La frutta del Delta del Po: un PO di storia

Nei tempo trascorso, una pianta, un albero da frutto, una siepe un tempo nell’economia rurale; avevano un ruolo importantissimo dal punto di vista alimentare e non solo. Ogni albero o arbusto piantato nei pressi della casa aveva il suo preciso ruolo per produrre; cibo, riparo per gli animali, mitigare il clima, alleviare i malanni. Le piante di amolo, cotogno, fico, noce, corniolo, gelso, melo e molti altri; permettevano una continuità alimentare per l’intero anno.

La frutta del Delta del Po Corniolo
Corniolo – Frutta di una volta (Pumiti Rossi)

Le sorbe, le noci, le nespole, il melo decio, frutti essiccati o conservati, permettevano di superare i lunghi e freddi inverni senza difficoltà; mentre i frutti facilmente deteriorabili venivano trasformati in marmellate, salse o bevande. Tutto questo è continuato ad esistere sino agli anni sessanta del secolo scorso; con la struttura poderale fatta di piccoli campi, anche irregolari, dove dominava il seminativo-arborato; i confini erano delimitati da fossati e siepi mentre i campi coltivati (frumento, mais, barbabietole, ecc.); erano alternati a filari di vite sostenute da alberi da frutto.

L’industria agroalimentare e le nuove macchine agricole

Tutto questo modo di coltivare la frutta; finì quando l’agricoltura cambiò completamente volto con l’arrivo di quella industriale e l’introduzione delle nuove macchine agricole. Macchine con bisogno per operare; di maggiore spazio per operare nel migliore dei modi. In campagna sono spariti così i fossati con la loro tipica vegetazione; le siepi e i filari della vite.

La frutta del Delta del Po Macchina Raccolta Frutta
Moderna attrezzatura agricola per raccolta frutta (foto sito mondomacchina.it)

Nel Veneto in particolare, qualcosa sta però cambiando con fondi europei, nazionali e regionali si stanno finanziando interventi per la piantumazione; il consolidamento e valorizzazione delle formazioni arbustive ed arboree. Tutto questo per realizzare il consolidamento della biodiversità naturalistica all’interno delle superfici adibite ad agricoltura intensiva.

Le ricette a base di frutta antica del Delta del Po

La tradizione tramandate in gustose ricette dalle nonne del delta in cucina; con la frutta antica non conosce limiti . La frutta antica ma ancora presente qui elencata: Amolo- Fico fiorone- Melo Cotogno- Melograno- Mora di rovo- Noce- Prugnolo Corniolo- Giuggiolo -Melo- Decio -Mora di Gelso -Nespolo -Nocciolo Sorbo; nei secoli ha elaborato piatti per i palati più sopraffini. Andiamo perciò a proporne una tra le più, a nostro giudizio esclusive, tradizionali e gustose di tutto il Veneto.

Bisatto con amoi (anguilla con gli amoli)
Ingredienti: 2 anguille di circa mezzo chilo ciascuna, 30 amoli, 400 grammi di pomodori pelati, 1 cipolla media, 2 spicchi d’aglio, 200 ml di vino bianco secco, 2 foglie d’alloro, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, Farina 00 q.b., sale e pepe

La frutta del Delta del Po Anguilla
Anguilla -Pesce di Acqua Dolce. (Bisatto)


Preparazione: Pulire accuratamente l’anguilla, eliminando le viscere, togliendo la pelle in prossimità della testa e lavandola abbondantemente sotto l’acqua corrente, quindi farla a pezzi di circa 5 cm di lunghezza. Asciugarla perfettamente con carta assorbente e passarla nella farina 00.
Pulire gli spicchi d’aglio, affettare finemente la cipolla e far imbiondire entrambi in una capiente padella antiaderente con l’olio extravergine d’oliva. Unire l’anguilla infarinata a pezzi, eliminare l’aglio e far sfumare con il vino bianco a fuoco alto. Unire i pomodori pelati e le foglie d’alloro, abbassare la fiamma, pepare e salare a piacimento. Far cuocere per circa 10 minuti l’anguilla a fuoco medio, coprendo la padella con un coperchio.
Lavare gli amoli e aggiungerli all’anguilla, proseguendo la cottura per 25 minuti. Se necessario, aggiungere un po’ d’acqua calda durante la cottura per evitare che la preparazione si attacchi alla padella. Disporre in un piatto da portata e servire in tavola molto caldo
. Quindi buon appetito!

Fonte editoriale: Accademia del Tartufo del Delta del Po. I quaderni n.53 di Antonio Dimer Manzolli

La frutta del Delta del Po: squisitezza di antica memoria ultima modifica: 2020-11-11T08:50:00+01:00 da Doati Marco

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