GLI ADRIESI RACCONTANO ADRIA

itAdria

LO SAPEVI CHE STORIE

Epidemia, un fatto ricorrente nei secoli, anche ad Adria

epidemia

Stiamo vivendo un periodo difficile, che ci sta mettendo a dura prova. Abbiamo a che fare con un nemico invisibile e sconosciuto, che ha sconvolto le nostre vite. Per fortuna la provincia di Rovigo, a differenza, del resto della regione Veneto, non risulta particolarmente colpita. Ciò non toglie, però, che dobbiamo rispettare tutte le regole necessarie per proteggere noi stessi e gli altri. Questa, comunque, pur essendo una situazione estrema non è una circostanza eccezionale. L’epidemia è stata, per certi periodi, una dura prova per le popolazioni. Anche Adria e il territorio circostante, nel tempo, non sono stati risparmiati dalla peste, dal tifo, dal colera, dal vaiolo.

Epidemia di peste ad Adria nel 1630

Nell’aprile del 1630 si iniziano a prendere dei seri provvedimenti contro il dilagare della peste. Si cercano di bloccare le strade di collegamento con la Lombardia e con altri territori in cui il mal della peste sta crescendo alla gagliarda (A. Bocca, Annali Adriesi). Si sospendono i commerci e le fiere. Gli adriesi si raccomandano a San Pietro, San Rocco e San Sebastiano. Il primo è il protettore della Città. Gli altri due, invece, sono i santi protettori dalla peste. Sono addirittura otto le processioni che si svolgono ad Adria. L’ultima, nel novembre 1631, si tiene come ringraziamento per la liberazione dalla terribile malattia.

Epidemia - immagine di San Rocco

Vengono predisposti dei lazzaretti in case vicine agli ingressi della Città. Un lazzaretto pubblico denominato Casa di Carattino è posto al Dragonzo. In questa località era attiva una guardia molto attenta per fermare chi arrivava da Rovigo. I barcaroli di Venezia, per la quarantena, dovevano, invece, fermarsi nella casa di Martellian alla Molara o in Molinterran nella casa degli Scalabrini. Sembra, poi, che esistessero anche altri due lazzaretti: uno in Bortolina e uno in Terra Nuova. Dai registri parrocchiali e dalle memorie di Alfonso Bocca si desume che sono circa una cinquantina le persone rinchiuse nei lazzaretti. La peste ad Adria non colpisce duramente a differenza di altri luoghi. Basti pensare a Chioggia che perse circa il 58% della popolazione a causa dell’epidemia.

L’Ottocento, secolo di epidemie

Il vaiolo compare fra la seconda metà del ‘700 e l’inizio dell’800. Nel 1817, invece, si assiste a un’epidemia di tifo petecchiale che causa la morte di molti bambini. Nell’’Ottocento si ricorda un anno particolarmente difficile per via di un’epidemia di colera. Questo è il 1836, anno bisestile come sottolinea Benvenuto Bocchi nei suoi annali. Secondo la credenza popolare l’anno bisestile è anno di disgrazie. Un’analogia con questo 2020!

Epidemia - panorama di Adria di alcuni secoli fa

Il Bocchi scrive: Questo anno cominciò e continua ad essere calamitoso. Prima di entrarvi, il colera  incominciò a funestare la povera Adria e i suoi dintorni… Si sentì, poi, per due volte il terremoto in giorni diversi… Questa epidemia ad agosto 1836 registra 22.380 morti nello Stato Veneto (compresa Udine). Sono 613 le vittime in provincia di Rovigo, un dato inferiore rispetto alle altre provincie. Il numero maggiore di deceduti è registrato nella provincia di Verona: 6.687. Il colera torna ancora a colpire nel 1849 e nel 1885. Fra il 1841 e il 1870 ci sono, poi, altre due epidemie di vaiolo.

L’epidemia di colera ad Adria nel 1911

Ad Adria il colera imperversa anche nel 1911. Viene, quindi, creato un lazzaretto detto Ospedale da isolamento. Questo si pensa fosse collocato in periferia, in loc. san Pietro Basso. Ci furono in totale 52 casi: di questi 24 guarirono e 28 perirono. Solo Canareggio contò 8 morti. In quegli anni la Distilleria Antonio Cattozzo di Adria crea la Grappa Excelsior Cognac La Republique per combattere il colera. La Croce Verde di Adria trae le proprie origini proprio nel 1911 per contrastare l’epidemia. E ancor oggi, dopo più di un secolo, si trova ancora in prima linea in un’altra difficile situazione di emergenza sanitaria dalla quale ci auguriamo tutti di uscire il prima possibile.

Epidemia - Vecchia immagine Croceverde 1911

Bibliografia:
A. Bocca, Annali adriesi, Minelliana Rovigo
Gli annali Guarnieri Bocchi (1745 – 1848), Apogeo Editore
La popolazione di Adria dal taglio di Porto Virto alla bonifica padano-polesana. CLEUP Editore
La Croce Verde di Adria 1911-2011, Apogeo Editore

Epidemia, un fatto ricorrente nei secoli, anche ad Adria ultima modifica: 2020-04-17T08:50:00+02:00 da Letizia Guerra
To Top