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CULTURA PERSONAGGI

Accademia, ovvero la piccola repubblica di Luigi Groto

Accademia

Il Cinquecento, l’epoca in cui visse Luigi Groto, è considerato un periodo di fioritura letteraria ed artistica. In questi anni si assiste anche alla riscoperta del teatro classico e delle sue forme principali. Unite da interessi comuni le persone appassionate di cultura si riuniscono nelle corti  o intorno a figure carismatiche. Questi sodalizi in cui si radunano gruppi di intellettuali prendono il nome di Accademie. L’Accademia diventa, quindi, anche per il Groto il centro del sapere.

Accademia letteraria di Fratta

Grazie all’amicizia con Lucrezia Gonzaga il Cieco frequenta la corte a Fratta. Sembra che la Gonzaga ospiti, oltre al Groto, personaggi come Girolamo Ruscelli e Ortensio Lando. E anche Manfredo da Porto, e Francesco Thiene. Per opera di Giovanni Maria Bonardo, letterato,  nel 1555, a Fratta, nasce l’accademia letteraria dei Pastori Frattegiani. Il Groto è legato al Bonardo in quanto diventa editore delle sue opere per conto dei tipografi veneziani Zoppini. Sembra che anche Andrea Palladio frequenti l’ambiente culturale di Fratta. Qui, alcuni anni dopo, realizzerà Villa Badoer. Sempre nel rodigino il Groto prende parte nel 1559 all’Accademia degli Addormentati di Rovigo (poi sostituita dall’Accademia dei Concordi istituita nel 1580).

Accademia Fratta Lucrezia Gonzaga
Lucrezia Gonzaga

Accademia degl’Illustrati

Luigi Groto viene eletto Principe dell’Accademia degl’Illustrati di Adria nel 1565. Nella sua orazione egli recita: habbiam composto questa picciola repubblica insieme contra le fiereIl Cieco d’Adria considera, quindi, quell’Accademia una piccola repubblica dove verrà scacciato ciascun vizio con virtuosa concorrenza e laudevole studio. Nella stessa orazione il Groto sottolinea le difficoltà incontrate per istituire un’Accademia in Adria. Fra i compiti: i lietissimi Carnesciali, le solennissime feste, le graziose rappresentazioni. “Le comedie condite con saporito riso e le tragedie sparse di dolci lagrime…“.

Accademia Dei Concordi

All’Accademia degli Illustrati appartenevano anche alcuni religiosi, uomini di lettere. Si ricordano, infatti, l’Arciprete Jacopo Maestri e il Canonico Girolamo Colla. Quest’ultimo fu discepolo e segretario del Cieco. L’immagine del Groto, pubblico maestro, è ben rappresentata da Felice Boscaratti (n. 1721 – m. 1807). Nella mostra Lo sguardo del buio, il Cieco d’Adria e il Tintorettoè esposta una sua tela che ritrae il Groto mentre sta dettando un testo ad un suo allievo. Questo ritratto del Cieco d’Adria, ora dell’Accademia dei Concordi, sembra fosse appartenuto alla famiglia Grotto.

I rapporti culturali del Groto nel Vicentino

Nonostante la cecità e i non facili spostamenti, Luigi Groto strinse rapporti culturali anche nel Vicentino. In particolare il Cieco frequentò dal 1580 al 1584 l’ambiente  intellettuale sviluppato intorno alla famiglia Trento a Costozza di Longare. A fare da tramite, probabilmente, la poetessa rodigina Issicratea Monti. Ella era legata al Groto in quanto suo maestro e consigliere. Il cenacolo vicentino si riuniva presso la cosiddetta Villa Eolia, un luogo a dir poco suggestivo. Molti degli intellettuali frequentanti l’Accademia Eolica erano anche membri dell’Accademia Olimpica di Vicenza.

Accademia - ritratto Issicratea Monti
Issicratea Monti

Grazie a queste conoscenze il Cieco è invitato nel maggio 1584 dal pittore e poeta Giovanni Battista Maganza a sostenere la parte di Tiresia nella tragedia Edipo Tiranno. In realtà il Groto sarà poi l’interprete del cieco Edipo su richiesta di Camillo Camilli. La tragedia è portata in scena al teatro Olimpico di Vicenza, l’ottava meraviglia secondo il Groto. La rappresentazione avvenne il 3 marzo 1585. Venne, poi, replicata il 5 marzo in occasione del carnevale. I contatti tra Groto e l’Accademia Olimpica proseguono nel tempo. Questo è attestato da alcune orazioni funebri composte dal Cieco d’Adria per le esequie di un accademico.

Bibliografia:
“Memorie di cinque personaggi illustri della Città di Adria. Francesco Girolamo Bocchi, 1783
“Il laboratorio provinciale di Lugi Groto. Marzia Pieri. Da Rivista Italiana di Drammaturgia, estratto n. 14 (1979)
Lettere famigliari di Luigi Groto il Cieco d’Adria

Accademia, ovvero la piccola repubblica di Luigi Groto ultima modifica: 2020-03-11T08:50:00+01:00 da Letizia Guerra
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