CULTURA STORIA

Adria, la città che ha dato il nome al mare Adriatico e non solo

Monete Venete
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Due squadre all’opera. La nostra, di itAdria, continua a scavare, con ferrea volontà, nelle pagine del lavoro letterario del secondo team di adriesi, che, altrettanto tenacemente, ci invia il suo messaggio dal lontano 1798. L’avvocato Mutinelli, lo storico Bocchi e il nobile Lupati ci chiedono di raccontare gli antichi diritti vantati dalla nostra città. Lo faremo qui, esaminando il loro Articolo primo, che narra delle fortune di Adria dai tempi degli Etruschi a quelli di Carlo Magno. E noi ritroviamo il nostro DNA, i cui filamenti hanno le più disparate provenienze: Veneti, Etruschi, Romani, Greci e popoli barbari. Questa è Adria, città la cui storia ha mille volti.

Continua il nostro lavoro di detective del passato

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L’Etruria padana, con i suoi insediamenti principa

I primi insediamenti Veneti, nella zona di Adria, risalgono al X secolo a. C.. Ma è all’inizio del IV secolo, quando Adria diventa una città etrusca, che si accentua il suo sviluppo come importante centro commerciale e porto di grande rilevanza. Retta da un sovrano del popolo degli Atriates Tusci (gli Etruschi orientali), deve il suo nome al fiume Adrias, corso d’acqua che, seguendo l’attuale sviluppo del Canal Bianco, sfocia nel mare. Il nome Adrias deriva dall’etrusco atrium, che, oltre a indicare l’oriente, ha il significato di luce. Dunque, Adria ricca città, dai numerosi commerci, porto di primaria importanza, ma, soprattutto, città della luce. E i nostri tre amici di un tempo che fu, conoscono perfettamente il peso della loro città in quell’epoca così lontana. Ne citano, a testimonianza, i corposi ritrovamenti di monete, anche coniate in loco, con i simboli di Nettuno, del delfino e dell’ancora.

Via Popilia

Frammento di pietra miliare della via Popilia – Museo archeologico nazionale di Adria

Adria Municipio romano

Plinio definisce Adria come un ampio e nobile porto, dove persino l’imperatore Claudio, così ci raccontano i tre studiosi, rientrando dalle sue conquiste in Britannia, entra trionfante, su una nave enorme come un palazzo. Mentre Tacito narra, addirittura, della presenza di una grande flotta dei Liburni, durante la guerra tra Vitellio e Vespasiano. E, sempre Tacito, conferma che il Municipio adriese è retto da magistrati civili e vede la presenza di un prefetto e di un presidio militare.

Ma Adria romana ha anche una sorta di accademia navale, il Collegio de’ Navicularj, che prepara i marinai adriesi alle traversie del mare.

E Varrone, infine, aggiunge che Adria è, all’epoca, ricca di torri, ponti, statue, acquedotti, laboratori dove si producono vasi d’argilla perfetti e dai disegni eleganti e colorati. E dove ci sono anche un tempio e un teatro e dei bagni pubblici. Ma, soprattutto, ci sono le abitazioni degli adriesi, ricche, raffinate e dove gli architetti nostrani spiccano per aver inventato l’atrio, che proprio ad Adria deve il suo nome.

Mosaico ravennate

Tra barbari e bizantini

Cassiodoro, nella sua epistola n. 19, parla della Curia adriese, alla quale, ai tempi di Teodorico, vengono designati due illustri senatori, con il compito di occuparsi delle questioni fiscali. Insomma, ci dice, tra le righe, di una città con una popolazione numerosa e con rendite importanti, visto che si può fregiare dei titoli di Residenza senatoria, Officio Curiale e sede vescovile.

Sì, perché Adria ha il suo Vescovo. Ed è così importante da poter sedere al primo posto, subito dopo l’Arcivescovo Metropolitano, nei Sinodi provinciali. E, nel 649 d. C., il suo pastore (probabilmente il Beato Gallinostrio o Gallonistrio) partecipa al concilio di Roma.

E se, durante il regno di Carlo Magno, di Adria non si hanno notizie, l’eroico trio afferma che è solo perché la città continua a prosperare serenamente. Tant’è, che sotto i Greci (ossia i Bizantini), i Goti e i Longobardi è parte integrante dell’Esarcato di Ravenna, del quale condivide le sorti.

Scusate se è poco

E i nostri amici rovighesi? I nostri tre autori non hanno dubbi. Sentite cosa ci dicono: Fin qui vogliamo persuaderci che, a fronte di tali prerogative, non sia Rovigo in grado di vantare la sua preminenza. Perché Rovigo non esisteva quando Adria campeggiava tra i popoli più colti e tra le principali città dell’Italia. E scusate se è poco.

Nella prossima puntata, l’esame dell’Articolo secondo: i Vescovi Conti e l’origine di Rovigo.

Enrico Naccari

Autore: Enrico Naccari

Nato ad Adria nel 1961, ha lavorato in Italia e all’estero. È appassionato di storia e di gastronomia.

Adria, la città che ha dato il nome al mare Adriatico e non solo ultima modifica: 2019-02-01T10:30:37+02:00 da Enrico Naccari

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