LO SAPEVI CHE STORIA USI E COSTUMI

Le torture ad Adria erano regola: lo statuto del 1442 indubbio nelle punzioni

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Nel Medioevo i Comuni erano dotati di una serie di regole giuridiche che disciplinavano molteplici aspetti della vita quotidiana, sia nell’ambito pubblico che privato. Tali ordinamenti, raccolti in volumi, erano denominati Statuti. Di notevole rilievo anche nella storia di Adria. Pare, infatti, che nel 1100 ci fosse un codice di leggi comunali. È certo, però, che già nel 1300 gli Statuti pubblici adriesi sono raccolti in volume. Successivamente, nel 1441, tredici cittadini di Adria sono eletti a commissari per la riforma di detti antichi Statuti comunali. Viene promulgato, quindi,  un nuovo Statuto nel 1442 con effetto sul territorio di Adria e Corbola. Questa raccolta di leggi resterà in uso sino al cadere della Repubblica di Venezia, sul finire del XVIII secolo.

Negli Statuti comunali per il taglio degli argini era prevista la pena di morte

Negli antichi Statuti Comunali i casi più gravi che richiedevano la pena di morte erano l’alto tradimento e il taglio degli argini. Quest’ultimo era un delitto considerato fra i più dannosi per la comunità data la conformazione del territorio. In questa circostanza si usava la forca. I delitti contro la morale, invece, erano puniti con il rogo.

Forca

La forca

Gli antichi Statuti Comunali prevedono una singolare pena per il bestemmiatore

Il bestemmiatore non subiva un processo. La punizione prevista prevedeva di buttarlo in acqua dal ponte con i vestiti indossati al momento della bestemmia. Per questa operazione era necessario un cesto dentro il quale il colpevole veniva calato da Ponte Castello nelle acque del Canalbianco.
Gli evasori erano puniti con la confisca. Negli antichi Statuti comunali l’ordine pubblico era controllato sia con pesanti taglie messe sulle teste dei briganti sia con punizioni severe, che andavano dal taglio della mano e alla successiva esecuzione per i rei di omicidio, alla fustigazione pubblica davanti al popolo per i colpevoli di furto.

Ponte Castello

Ponte Castello

La gogna

Nella seconda metà del Cinquecento, per alcuni tipi di reato, si ricorre alla gogna. Per alcuni studiosi il marmo posto all’interno della rotonda di Piazza Alberto Mario pare esserne un esempio. Anticamente poteva reggere una catena terminante con un collare definito gogna. Il condannato, probabilmente nudo e al pubblico ludibrio (messo alla berlina) stava esposto anche per un’intera giornata. Sull’ipotizzata gogna adriese si nota Leone di San Marco o Leone Marciano o Leone Alato, simbolo della Serenissima che compare in tutte le città che sono state sotto il suo dominio. Su un altro lato si distingue lo stemma comunale.

Il manufatto di marmo posto nell’aiuola spartitraffico della rotonda di Piazzale Alberto Mario che alcuni studiosi lo definiscono come gogna – foto Letizia Guerra 2018

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altro lato del cippo con stemma del Comune di Adria

Approfondiamo la storia di questo antico cippo  testimonianza tangibile del dominio della Serenissima ad Adria

Questa antico cippo marmoreo nel 1989 era posto presso i Giardini di Piazza Bocchi prospicienti il canale. Su una foto di quell’epoca si notano alcuni dettagli ora corrosi dal tempo. La posizione del leone è andante ovvero si vede per intero il corpo del leone di profilo, appoggiato su tre zampe mentre l’anteriore destra è poggiata sul libro. Osservandolo meglio si notano alcune scritte ai lati di uno scudo: SE e TR. In basso una data in numeri romani M· V· LIX, probabilmente la data del manufatto. Indicata così, però, la data non risulta corretta secondo il sistema di numerazione romano.

Berlina (2)

Il cippo marmoreo nei Giardini Bocchi nel 1989

Ecco svelato il significato delle lettere

Benvenuto Bocchi, nei suoi annali, nel 1841 parla di un antico Stemma della Città di Adria conservato nel Museo Bocchi scolpito in marmo sino dall’anno M· V· LIX sotto l’allora Podestà di Adria Sebbastiano Trevisan. Il Bocchi si riferisce a  questo cippo dove su un lato è raffigurato lo stemma comunale? L’anno è il medesimo ovvero indicato nell’identico modo. E le iniziali del Podestà Trevisan corrispondono alle lettere SE e TR. Consultando alcuni volumi antichi presso la Biblioteca Comunale ecco la scoperta: Sebastiano Trevisan fu Podestà di Adria dal 1558 al 1559. Alla sua famiglia è riconducibile lo scudo.  Ed ecco scoperto anche l’anno esatto: 1559. Un’antica annotazione ci svela, poi, che il cippo era posto nella Piazza Maggiore (attuale area di Piazza Garibaldi) fungendo da portabandiera. 

piantina di Adria del XVII secolo – particolare della Piazza Maggiore o Piazza di Castello

Letizia Guerra

Autore: Letizia Guerra

Da molti anni sono impegnata attivamente nell’associazionismo cittadino perché innamorata della mia Città e della mia Terra. Amo mettermi alla prova in nuovi progetti e accettare nuove sfide, conversare, soffermarmi a guardare il mare, un tramonto o un cielo stellato. Ho suonato il pianoforte, ho praticato danza, ho dipinto e continuo a coltivare queste passioni artistiche, ma non contemporaneamente!

Le torture ad Adria erano regola: lo statuto del 1442 indubbio nelle punzioni ultima modifica: 2018-12-07T12:30:15+00:00 da Letizia Guerra

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