CHIESE MONUMENTI

Monumento ai Caduti: la Chiesa San Nicola da Tolentino patria e fede nell’arte

Foto Toni Gnan

Tra i molti monumenti ed edifici storici presenti ad Adria, percorrendo a piedi il Corso Vittorio Emanuele, situato nel centro storico della città troviamo un edificio veramente imponente. Emblema di epoche totalmente diverse, più volte esteticamente rimaneggiato viene definito dagli abitanti più anziani, Chiesa dei Caduti, o per gli Adriesi della mia generazione la Chiesa dei due leoni. Il suo nome originario però è Chiesa di San Nicola da Tolentino. La caratteristica di avere due leoni in bronzo dalle notevoli dimensioni alla sua porta di entrata, suscita la curiosità e l’attenzione di ogni bambino Adriese.

San Nicola è il luogo infatti dove ognuno da piccolo, è stato ritratto dai propri genitori a cavallo dei due felini: magari con le mani nelle fauci, per rendere più accattivante l’esposizione fotografica. Tale esercizio fotografico ha sempre reso particolarmente orgogliosi i genitori di questi ritratti. Ogni Adriese, possiede una propria foto sul Leone come un giuramento  ideale di fedeltà a Adria, e la conserva gelosamente, come una sorta di attestato di appartenenza personale alla storia di questa città.

Notizie Storiche relative all’opera

Monumento dei Caduti GB Scarpari – Chiesa di San Nicola da Tolentino (foto Rafstop)

Un’opera che unisce periodi storici diversi

La Chiesa di San Nicola da Tolentino, dopo la prima guerra mondiale è proclamata monumento ai Caduti. Della trasformazione da Chiesa a monumento si occupò Giambattista Scarpari noto architetto Adriese. Il progetto già preparato dallo stesso architetto fin, dal 1919 con opere dello scultore Gaetano Samoggia di Bologna è stata inaugurata nel 1931. Il monumento si erge nella antica piazzetta che porta il nome della Chiesa, e dall’esterno si notano le targhe di bronzo. Sei targhe in cui sono riprodotti, i nomi dei 287 caduti adriesi nella Prima guerra mondiale.

Gaetano Samoggia –  La Vittoria Alata 1928 (foto Rafstop)

Il Pilone portabandiera vera opera d’arte

Un particolare di straordinaria bellezza è la Vittoria Alata in bronzo, alta cm. 250. Il pilone portabandiera reca alla base una figura femminile stante, alata, rappresentante la Vittoria, che alza il braccio destro levando in alto una corona di alloro. Ai suoi piedi è posta un’aquila che tiene la testa rivolta a destra e il corpo a sinistra. Nel Basamento, in caratteri corsivi, è incisa la firma: “G. Samoggia“.

Particolari del portone progetto di G.B. Scarpari

Il solenne portone d’accesso con arcata in pietra d’Istria, che si apre al centro della facciata, è adorno di palme simbolo della Vittoria e del Sacrificio. Alle imposte dell’arco ci sono due bassorilievi: uno riporta lo stemma del Comune, l’altro la pietà funebre per ricordare il contributo spontaneo dei cittadini adriesi per l’edificazione del monumento. La facciata è chiusa da un timpano decorato di ghirlande e di face rovesciata simbolo di morte eroica nel quale  spiccano le parole latine “ET IPSI VIVENT” ed “ESSI VIVRANNO”.

Ex Chiesa Di San Nicola 3

I due Leoni in bronzo 1928

La data A.VI.E.F. incisa Anno sesto dell’era fascista (28 ottobre 1927-27 ottobre 1928) è ripetuta due volte sul leone di sinistra. La coppia dei leoni in bronzo dalla discreta forza plastica accucciati ed aggressivi, simboleggiano la protezione al sonno dei Caduti.

Vista Interno Chiesa S.Nicola (foto Marco Doati)

All’interno della Chiesa numerose opere, tra cui la Madonna col Bambino del sec. XVI e dei Paliotti a scagliola policroma risalenti alla prima edificazione (1634), hanno come soggetto il Purgatorio, la Madonna della Cintura e Sant’Agostino che medita sul mistero della Trinità.

Il sarcofago ad arca di arte romana – regalo del Duce

Il momumento ai Caduti conserva al suo interno al centro della Chiesa, un’arca in uso per i primi sarcofagi imperiali della I metà del sec. a.C. di età Giulio Claudia in pietra calcarea . Quest’opera non appartiene però alla storia archeologica Adriese, ma alla città di Roma ed ha un significato particolare per la nostra città. Sembra infatti che Benito Mussolini, in persona quale segno di unità con Roma e in forma di riconoscenza alla città di Adria per avere offerto al regime uno dei suoi  cittadini, Giovanni Marinelli, Adriese (tesoriere del P.N.F) al servizio del paese, volle donare nel 1931 all’inaugurazione del Monumento questa importante arca come a simboleggiare una unità Roma-Adria indissolubile.

Sarcofago ad arca I metà I sec. a.C. età Giulio Claudia (foto Marco Doati)

Il Monumento è aperto:

Mercoledì: ore 10:00-12:00

Sabato: ore 10:00-12:00

Per visite su prenotazione: +39 393 7434577

Doati Marco

Autore: Doati Marco

Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore. (Alex Carrel)

Monumento ai Caduti: la Chiesa San Nicola da Tolentino patria e fede nell’arte ultima modifica: 2018-09-11T16:46:42+02:00 da Doati Marco

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