Ripercorriamo la storia commerciale ed economica della Regina dell’Adriatico. Adria ha visto passare i popoli Veneti e i Greci. Poi è stata la volta degli Etruschi e dei Siracusani. E’ arrivato il tempo dei barbari a portare scompiglio nella vita ordinata e produttiva degli adriesi. E Roma repubblicana ha stretto forti alleanze con l’antica città e il suo territorio. Poi è stato il turno dell’Impero e, a seguire, la sua inevitabile decadenza. Ora è il medioevo, con le sue due epoche distinte, a farla da padrone. Prima i Goti, i Bizantini, i Franchi e i Longobardi, nell’età più oscura. Dopo arrivano i Vescovi Conti e l’età comunale. Adria, potenza economica. E questa è un’altra grande avventura, che parte da lontano e giunge ai giorni nostri.

Giostra e torneo medievale
Adria, nel segno dei Vescovi Conti

Riproduzione del Sigillum Custodie Adriane conservato nel Museo della Cattedrale di Adria
Le ricchezze, derivanti dall’agricoltura e dai commerci, fanno gola a molti. Ecco perché, nel 1007, Adria entra, per la prima volta, in conflitto con Venezia, che le contende il dominio su Cavarzere e Loreo. Venezia è una grande potenza, per l’epoca. Può contare su molte navi e molti armati. Ma, soprattutto, può contare sul tradimento delle due cittadine di cui mira al possesso. Tra le fila dei Veneziani, infatti, numerosi sono gli armati di Loreo e di Cavarzere. Gli adriesi non ci stanno. Infatti, tra il 1034 e il 1040, provano, senza riuscirci, a rientrare in possesso delle terre strappate loro da Venezia. Le guerre e il declino dei Vescovi Conti non intaccano, però, né l’attività produttiva, né la capacità logistica del capoluogo etrusco.
Adria, il Comune tra artigiani e mercanti
Intorno alla metà del 1000, Adria è Comune, sotto la guida di mercanti e artigiani. Il Vescovo Conte conserva il suo primato, soprattutto spirituale. Ma i cittadini, sotto la spinta delle intraprendenze imprenditoriali, assumono sempre maggiori responsabilità. Adria è davvero una potenza economica. Affari e guerre sono regolati da due organi comunali: l’Arengo e il Minor Consiglio. Nel primo trovano posto tutti i cittadini adriesi con diritto di voto. E’ qui che si delibera per nominare le cariche del Minor Consiglio. Quest’ultimo è composto da 12 cittadini: 7 del quartiere di Castello e 5 del quartiere della Tomba.

Fanterie italiane dell’XI – XII secolo
Adria, viscontea Estense
Già dalla metà del 1000, gli Estensi cominciano una lenta e pacifica conquista del Polesine. Ufficialmente, la viscontea Estense dura, però, dal 1221 al 1509. Intanto, il livello primitivo del suolo, permeabile all’acqua, si trasforma progressivamente in una vasta area paludosa. Ecco perché il periodo è caratterizzato da intensi lavori di innalzamento delle strade e degli abitati. Guerre periodiche, in special modo tra Venezia e Ferrara, investono il territorio. Nonostante ciò, un’agricoltura non più di sussistenza, i numerosi fondi vallivi e le rinnovate capacità di trasporto, determinano la rinascita di un mercato di scambio. Non solo contadini, artigiani e mercanti, dunque. Anche i banchieri operano in città, trasformandola nella loro base operativa.

Galea veneziana
Adria, il dominio della Serenissima e l’Impero di Vienna
Il dominio di Venezia inizia nel 1509 e termina nel 1798, con l’arrivo degli Austriaci. Durante questi quasi tre secoli, Adria continua a collocarsi tra i centri di rilievo per l’agricoltura, l’allevamento e la pesca. Conseguentemente, è fiorente il commercio dei prodotti agricoli e della canapa. Le vie d’acqua e quelle di terra, sono la vera ricchezza del territorio, facilitando gli scambi commerciali. E’ una situazione favorevole, colta anche dall’Impero Austriaco, che avvicenda la Serenissima nel governo della città. E, per sfruttare queste caratteristiche territoriali al meglio, si prevede un programma complesso di risistemazione dei corsi d’acqua, per scongiurare il rischio di disastrose alluvioni. E’ in questo periodo che è attuato un intenso piano di sviluppo dei collegamenti stradali tra Adria e Cavarzere e tra Adria e Rovigo.

Volantino della prima guerra mondiale
Adria dal Regno d’Italia alla 2^ guerra mondiale
Con il Regno d’Italia arrivano ad Adria il telegrafo elettrico e la ferrovia Adria – Rovigo. Purtroppo, arrivano anche numerose tasse, tra cui quella sul macinato, che penalizzano il territorio. Per fortuna, le molteplici bonifiche delle aree paludose, danno un po’ di respiro a un’economia altrimenti asfittica. La città perde la sua centralità, con il declino dei trasporti fluviali. I due conflitti mondiali, poi, generano lutti e distruzione e Adria dovrà risalire la china, come tutta la Repubblica, nata il 2 giugno 1946.

Alluvione del Polesine 1951
Adria dal 1951 agli anni ’70
Uscita dal duro 2° conflitto mondiale, Adria si affaccia agli anni del boom economico piegata dalla disastrosa alluvione del 1951. L’evento catastrofico provoca un centinaio di vittime e lascia quasi 200.000 persone senza una casa. Quando tutto è finito, se ne vanno in 80.000, per non più tornare. Chi decide di rimanere, però, non può restare inerte. E’vero, l’alluvione e la meccanizzazione del lavoro agricolo hanno spinto tanti verso le aree più industrializzate del nord Italia. Ma qualche industria e qualche artigiano trovano spazio anche qui per crescere. E, poi, Adria diventa il centro dei servizi del Delta (ma anche dell’alto ferrarese e del basso veneziano). E sono proprio i servizi a ridare impulso al commercio.

Nave da crociera fluviale sul Po
Adria dagli anni ’80 a oggi
I mestieri tradizionali mutano. I braccianti si trasformano in operai; i contadini in agricoltori; il semplice manovale in operatore edilizio specializzato. Complice una rete di infrastrutture dei trasporti non più al’altezza, Adria perde quasi del tutto le poche industrie. La città non ha più attrattive. Adria potenza economica è solo un ricordo sbiadito di un lontanissimo passato. Oggi, nobile decaduta, aspetta un occasione di rilancio. Occasione che può contare sulle grandi potenzialità che giacciono latenti nel territorio. Ma, soprattutto, nel cuore e nelle menti dei suoi abitanti.



