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I volti del Cieco d’Adria trasmessi ai posteri

I Volti Del Cieco Dadria Collage

Attraverso la corrispondenza del Groto apprendiamo diversi particolari circa i suoi rapporti con la città lagunare e i suoi artisti. Nella prima metà del Cinquecento Venezia è, infatti, il centro dove si stampava la metà dei libri pubblicati nell’intera Europa. Le illustrazioni vengono realizzate attraverso la xilografia. La diffusione dell’arte letteraria di Luigi Groto, parte proprio dalle rive del Canalgrande. Qui prendono forma i vari volti del Cieco d’Adria.

Gasparina Pittoni intagliatrice dei volti del Cieco d’Adria

Una figura femminile molto considerata dal Groto fu colei che probabilmente fece da intermediario tra il Tintoretto e  il Cieco D’Adria. Parliamo di Gasparina Pittoni detta anche Pittonia in quanto moglie di Giovan Battista Pittoni. Quest’ultimo, oltre che pittore e incisore è anche un mercante di grafica.  La pratica dell’acquaforte sarà il principale mezzo espressivo dei due coniugi. La Pittoni, imparentata con gli stampatori Zoppini, poteva seguire direttamente per il Groto, a Venezia, la stampa, la correzione delle bozze, l’impaginazione delle sue opere. Ne curava, inoltre, anche gli abbellimenti tipografici. Il 28  marzo del 1572 ricevendo i libri miniati da la Pittonia Luigi Groto prova un grande entusiasmo. Con immensa gratitudine  le scrive: Se così dotta fosse la mia lingua nel render gratia, come dotta fu la man di V. S. nel miniare i miei libri, io userei tanta prontezza ed arte nel renderle, quanto ella usò in miniarli.

I Volti Del Cieco Dadria Frontespizio Orazioni
Frontespizio delle Orazioni del Groto

I volti del Cieco d’Adria: il ritratto del Tintoretto

Il Cieco d’Adria scrive una lettera al Tintoretto nel 1582 per ringraziarlo del suo ritratto, che lo ha reso famoso come Pietro Aretino immortalato da Tiziano. Nella stessa epistola il Groto chiede al celebre pittore veneziano di rimandargli il quadro  riportato a Venezia dalla signora Gasparina Pittoni. Non tanto per riaverlo, tanto per il valore del quadro realizzato dalle mani di un grande artista. Luigi Groto chiede, così, di riavere il suo ritratto che “lo potrà fa vivere più lungamente.  Il quadro si trovava ancora presso la bottega del Tintoretto forse per essere completato nei dettagli. Si suppone, infatti, che prima sia stato realizzato il volto e successivamente lo sfondo e le mani.  

I Volti Del Cieco D'adria Mostra
un momento dell’inaugurazione della mostra (foto AltraVisione di Gianluca Busatto)

I dettagli del paesaggio

Vista la corrispondenza della veduta con Adria sullo sfondo del ritratto, è ipotizzabile che i Pittoni abbiano fornito al Robusti alcuni dettagli paesaggistici. Si riconoscono, infatti, il campanile della Cattedrale, la torre dell’orologio posta nei pressi del ponte levatoio (anch’esso visibile). Si vede, inoltre, il corso d’acqua che connota la Città. Fin dagli inizi del 1500 numerosi artisti veneziani, tra cui Tiziano e Tintoretto, utilizzarono le finestre paesaggistiche. Il ritratto con finestra aperta serviva, infatti, a creare una storia e fornire la giusta provenienza della persona raffigurata. Sembra che il Tintoretto dipingesse in breve tempo e che, quindi, i tempi di realizzazione delle opere fossero molto brevi.  La commissione di ritratti è una delle maggiori fonti di entrata per la bottega del Tintoretto. La ritrattistica diventa anche un mezzo per far conoscere la propria arte presso le famiglie più importanti.

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Finestra paesaggistica del ritratto del Tintoretto/bottega al Groto

Probabilmente il ritratto viene utilizzato dai Pittoni come modello per realizzare una riproduzione in rame in sostituzione di una in legno. Due sono, infatti, i ritratti xilografici posti sui frontespizi delle opere del Groto. La riproduzione del volto del Groto  a 31 anni  e poi a 42 anni (nel 1582, anno del ritratto del Tintoretto o bottega). Egli appare con un naso molto pronunciato, zigomi sporgenti e occhi completamente chiusi.
La mostra “Lo sguardo del buio, il Cieco d’Adria e il Tintoretto” vi permetterà di scoprire tutti questi particolari e i vari volti del Cieco d’Adria.

Letizia Guerra

Autore: Letizia Guerra

Da molti anni sono impegnata attivamente nell’associazionismo cittadino perché innamorata della mia Città e della mia Terra. Amo mettermi alla prova in nuovi progetti e accettare nuove sfide, conversare, soffermarmi a guardare il mare, un tramonto o un cielo stellato. Ho suonato il pianoforte, ho praticato danza, ho dipinto e continuo a coltivare queste passioni artistiche, ma non contemporaneamente!
I volti del Cieco d’Adria trasmessi ai posteri ultima modifica: 2020-03-06T08:50:00+01:00 da Letizia Guerra

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