PAESAGGI STORIE

I patrizi veneziani i primi pionieri del Delta del Po

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A Rosolina la nobiltà veneziana ha lasciato tracce nei nomi di vie e di valli. Il legame di Venezia con le terre deltizie, invece, è ancora oggi rievocato da luoghi che portano il nome di antiche famiglie. Si pensi ad alcune frazioni di Porto Tolle: Cà Venier, Cà Tiepolo, Cà Zuliani e Polesine Camerini. Qui i patrizi veneziani costruirono diverse dimore di campagna dalle quali presero appunto il nome varie località del comune. È doveroso ricordare, però,  che nel secolo scorso la denominazione non era Porto Tolle ma San Nicolò.

I patrizi veneziani acquistano territori nel Delta del Po

Silvestro Camerini, verso la metà dell’Ottocento, acquista dall’Impero Asburgico l’isola nel delta del Po che diventa, così, Polesine Camerini. A quel tempo l’area si presenta quasi completamente incolta e in parte paludosa. Il Duca costruisce la casa padronale e gli edifici che formano la corte. A mano a mano che si recuperano terreni si stabiliscono sull’isola nuove famiglie dando inizio, così, al centro abitato.

i patrizi veneziani - paesaggio acquatico del delta del Po

Un altro rappresentante di una nobile famiglia veneziana, Nicolò Venier, divenne proprietario di un fondo nel XVII secolo. Egli scrisse una lettera al Vicario capitolare di Chioggia chiedendo che Cà Venier diventasse parrocchia. Questa lettera rappresenta il documento più antico del Comune di Porto Tolle. Essa è conservata presso l’Archivio Parrocchiale. Una traccia della presenza della famiglia Zuliani, invece, si trova ancora nella frazione di Cà Zuliani: Palazzo Zuliani.

La nobiltà veneziana costruisce palazzi, chiese e inizia a bonificare il territorio

Nell’anno della scoperta dell’America le terre che costituiscono l’attuale frazione di Donzella appartenevano al nobile veneziano Francesco Antonio Farsetti. Egli fece costruire un palazzo, oggi chiamato Alba, per risiedervi solo per brevi periodi, presumibilmente per la caccia. Alla morte del nobile Farsetti i beni furono ereditati dalla figlia nubile ovvero donzella. Da questo deriva l’attuale nome della frazione. Sembra che in questa zona esistesse un forte veneziano costituito da un rilevato di terra contornato da un fossato. Secondo alcuni, a seguito della Pace di Venezia, fu raso al suolo nel 1644 come tutte le fortificazioni presenti in Polesine.

Forte della Donzella - mappa del forte

Verso la metà del ‘700 il N.H. Girolamo Correr acquistò un appezzamento di terra in corrispondenza del luogo in cui poi sorse la chiesa di Tolle. La Chiesa di sant’Andrea Apostolo di Gnocca fu edificata, invece, dal N.H. Tomè Mocenigo Soranzo, proprietario del fondo. Distrutta alla fine degli anni ’70 perché pericolante sembra contenesse una tela raffigurante Sant’Andrea attribuita al Tiepolo. Dopo le nobili famiglie veneziane nel Delta arrivarono i Sullam e i Ravenna, famiglia ebrea di Adria, che acquistano terreni e alcune tenute. I Sullam arginarono le terre e le dotarono di canali provvisti di chiaviche ed idrovore per scolare le acque e per l’irrigazione.

I patrizi veneziani avviano la coltura del riso

Proprio i patrizi veneziani avviarono in questi territori la coltura del riso. Questa è, infatti, una coltivazione strettamente legata alla bonifica poiché permette di fertilizzare i terreni prima di piantare altre colture. Si pensi che vista l’importanza del riso nell’economia deltizia nel primo stemma del Comune di Porto Tolle (allora San Nicolò) si rappresentarono proprio spighe di riso. Una nota municipale del 1876 spiega la presenza del riso nel gonfalone del comune. «Siccome le maggiori risorse di Porto Tolle consistono nella coltivazione delle risaie e nelle valli da pesca, tanto salse che dolci, così si è creduto di far risaltare nello stemma spighe di riso e pesci».

Porto Tolle - Risaia ripresa dall'alto
Letizia Guerra

Autore: Letizia Guerra

Da molti anni sono impegnata attivamente nell’associazionismo cittadino perché innamorata della mia Città e della mia Terra. Amo mettermi alla prova in nuovi progetti e accettare nuove sfide, conversare, soffermarmi a guardare il mare, un tramonto o un cielo stellato. Ho suonato il pianoforte, ho praticato danza, ho dipinto e continuo a coltivare queste passioni artistiche, ma non contemporaneamente!
I patrizi veneziani i primi pionieri del Delta del Po ultima modifica: 2019-07-15T08:50:08+02:00 da Letizia Guerra

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