CIBO MITI E LEGGENDE TRADIZIONI

Pan biscoto bussolà e pinse: il forno nella cultura culinaria adriese e la favola del Tartlàn

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L’articolo di oggi parla di uno degli elementi essenziali per la cultura culinaria contadina cioè il forno. Questo strumento culinario è infatti una delle colonne portanti della cultura culinaria contadina. Insieme al focolare, il forno, era visto dalla cultura contadina come uno degli ambienti essenziali dove si concretizzava il rituale della cottura.  Questo strumento serviva a realizzare Pan biscoto, Bussolà, Pinse e i dolci tipici della tradizione culinaria adriese e polesana. I contadini polesani lo vedevano come uno strumento che si situava a metà tra realtà e magia. Questa caratteristica veniva ad esso attribuita poiché grazie al forno si compiono delle importanti trasformazioni culinarie. La lievitazione e la cottura del pane erano infatti visti dalla cultura contadina come procedimenti quasi inspiegabili. Prima che la scienza scoprisse le varie reazioni che contribuiscono alla buona riuscita di un impasto lievitato, la cultura contadina si affidava alle sue credenze folcloristiche.

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Il pane cotto al forno

Il forno come luogo di convivialità

Nelle campagne adriesi e polesane di una volta poi, non tutte le famiglie avevano le disponibilità economiche per avere il proprio forno domestico. Era solito infatti, che una famiglia più abbiente, condividesse l’uso del proprio forno con le famiglie meno agiate. Quindi nelle campagne polesane era uso, quando si doveva fare il pane, preparare l’impasto in casa per poi andare presto al forno per cuocerlo. Era usanza anche ricompensare l’uso del forno donando al proprietario una parte del pane cotto. Queste consuetudini sviluppavano però nel mondo contadino di una volta un sentimento di comunità e condivisione che è uno degli elementi che vanno a caratterizzare la tradizione culinaria contadina di Adria e del Polesine.

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Pane prima di essere cotto.

La bale del forno e la leggenda del Tartlàn

Proprio ricercando sulla simbologia riguardante il forno è emerso un racconto, appartenente alla cultura popolare polesana, che lo riguarda. La storia che sto citando prende il nome di La bala del forno. Questo racconto narra del Tartlàn, un mitico artigiano che si occupava di costruire le cupole dei forni. Una volta infatti i forni a legna erano molto diversi da quelli che siamo abituati a vedere oggi. La loro struttura infatti era costituita da una grossa cupola. La costruzione era quindi affidata ad artigiani esperti nella realizzazione di questi manufatti. Il Tartlàn citato nel racconto non era però un onesto artigiano ma era un personaggio furbo ed ingannatore. Quest’ultimo infatti approfittava della gente dimostrando che la cupola del forno era solida reggendola fino al ricevuto pagamento con la schiena. Una volta ritirato il compenso il Tartlàn se ne andava e la cupola del forno crollava lasciando la povera famiglia senza ne forno ne denaro.

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La tipica bocca del forno: al suo interno venivano introdotte le preparazioni grezze per essere poi cotte.

La pena del Tartlàn

Atlante

Questo vecchio racconto prevede però una punizione severa per la truffa che questo personaggio mitico attuava a danno della gente. Un cliente più furbo di lui, come la storia narra, ha ingannato a sua volta questo subdolo personaggio. Il Tartlàn, infatti, ricevette una punizione molto severa e fu relegato a sorreggere la volta del forno in eterno. La punizione subita dal Tartlàn richiama il mito greco di Atlante, il quale a sua volta come castigo dovesse reggere in eterno la volta del cielo. Da ricerche svolte è infatti emerso come nella cultura popolare fosse solito dire ai bambini di non avvicinarsi troppo alla bocca del forno. Poiché il Tartlàn era in agguato per mangiarli. Tale minaccia diventò uno spauracchio per impedire ai bambini di avvicinarsi troppo alla bocca del forno. Questi racconti e credenze di una volta, come la cucina tipica, essendo importanti hanno bisogno di tutela e valorizzazione. Poiché è grazie ad esse che la memoria storica di quello che era il mondo contadino sopravvive e la possiamo conoscere ancora oggi.

Matteo Corazza

Autore: Matteo Corazza

Sono un laureato in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’università di Padova. Da sempre appassionato di cucina, ma non solo poichè grazie al mio percorso di studi sono riuscito ad approfondire gli aspetti socio culturali e storici legati al mondo dell’enogastronomia appassionandomi anche alla storia e alle tradizioni del territorio.

Pan biscoto bussolà e pinse: il forno nella cultura culinaria adriese e la favola del Tartlàn ultima modifica: 2019-01-09T11:01:01+02:00 da Matteo Corazza

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