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La magia del delta del po: Danilo Trombin ci racconta come viverlo

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Adria è un’importante meta per tutti gli appassionati naturalisti che vogliano avventurarsi nel parco del Delta del Po. La storica città etrusca infatti viene definita come la porta del Parco del Delta del Po. Per arrivare a destinazione di questa meraviglia della natura il passaggio per questa città polesana, risulta fondamentale. Considerando questa particolare caratteristica della città che ha dato il nome al mare adriatico abbiamo deciso di intervistare un adriese che il Delta lo vive quotidianamente con passione. Stiamo parlando di Danilo Trombin guida escursionistico-ambientale certificata che attraverso la redazione di  itAdria ci propone una forma di turismo diversa per gustare il parco. Un turismo esperienziale, miglior modo di apprezzare il nostro meraviglioso delta. Quest’ultimo infatti dalla cucina alla sua flora e fauna regala ogni anno esperienze indimenticabili a turisti italiani ed internazionali che lo frequentano.

La nascita della passione per il cielo

Delta del po- particolari (foto di Toni Gnan)

Oltre ad essere una guida turistica ed un appassionato del delta, Danilo Trombin ha anche una vocazione per l’ornitologia. Sapendo di questa sua grande passione gli abbiamo chiesto. Danilo la tua passione per i volatili da dove è nata?: «Fin da piccolo. Posso dire che prima di imparare a camminare avevo prima imparato ad osservare il cielo. In ogni caso, uno dei primi ricordi  che ha originato la mia passione, risale a quando in un programma televisivo in bianco e nero allora, osservavo questa scena; c’era un uccellino ferito in un prato, poi ad un certo punto arrivano due mani che lo raccolgono e lo portano via. Poi nel cambio di scena si è visto che questo uccellino dopo che è stato curato, gli viene restituita la libertà. Ecco da quel giorno quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande io rispondevo: che volevo curare i volatili feriti per poi rimetterli in libertà.»

Gli studi e la carriera

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Delta del Po- Tipica costruzione di valle (foto Toni Gnan)

Il delta del Po per Danilo Trombin è quindi una passione che viene dalla sua infanzia: «La passione per il Delta mi è stata poi trasmessa da mio padre e mio nonno. Quest’ultimo poi era come me appassionato degli animali del cielo ed è grazie a lui che ho imparato tutti i nomi delle specie del delta. Non solo i nomi scientifici ma anche quelli dialettali.» Ci spiega poi:« La mia formazione inizia poi con il diploma del liceo scientifico. Dopo di esso è seguita una laurea in lettere. Però la mia professione è iniziata con la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Poi in seguito ho preso l’abilitazione, valida per le regioni Veneto ed Emilia-Romagna come guida escursionistico ambientale. Ad oggi lavoro per l’associazione Acqua. Ho anche pubblicato alcuni libri tra cui Gli aironi del Delta del Po e Le valli del Delta». Danilo Trombin è inoltre apparso nella trasmissioni e documentari come guida delle reti Mediaset Rai e Sky .

L’importanza del Delta del Po

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Delta del Po- paesaggio

Proseguendo nella intervista abbiamo poi chiesto a Danilo. Perché il delta è così unico ed importante?«Il delta è importante perché rappresenta il più grande complesso tra le zone umide del mediterraneo. Esso ha inoltre una posizione geografica strategica. Si trova infatti all’ interno di quello che tecnicamente viene chiamato paleartico. Questa parola indica l’area geografica che comprende tutta l’Europa fino agli Urali, il Mediterraneo, il Nord Africa e il Medio Oriente. L’importanza del delta a quest’area viene poi rafforzata dal fatto che geograficamente esso si colloca esattamente al centro del 45° parallelo. Questa posizione è così importante poiché si trova a metà strada tra polo nord ed equatore. Situandosi quindi lungo una delle tre principali rotte migratorie per i volatili tra Europa ed Africa».

Un itinerario sul delta dedicato ai lettori di itAdria e italiani.it

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Come ultima domanda abbiamo chiesto Danilo, se dovessi partire da Adria che itinerario faresti lungo il delta?:  «Allora partendo da Adria seguirei il corso del Canal Bianco fino a giungere alle dune fossili di Rosolina. Esse sono una meta importante e caratteristica del Delta. Le dune fossili infatti danno l’opportunità di osservare quelle che erano le antichissime linee costiere ai tempi di Romani ed Etruschi. Poi dopo questa prima tappa mi sposterei lungo tutto il litorale di Rosolina Mare. Lo percorrerei tutto dalle foci dell’Adige fino a Porto Caleri. In quanto il patrimonio paesaggistico di questi posti è unico rappresentando forse una delle poche spiagge sabbiose di tutto l’alto Adriatico. Poi mi sposterei verso le Valli di Rosolina e Portoviro che danno l’occasione di osservare molte specie di voltaili presenti nel Delta. Per concludere il mio tour, mi recherei a Pila e raggiungerei in barca Scanoboa ultima isola del Delta del Po

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Delta del po- Fauna (foto Toni Gnan)

Durante  l’intervista intrattenuta con questo importante naturalista ci si rende conto di quanto il Delta sia un paradiso naturale. Questo  nostro territorio, ricco di storia e cultura non è solo splendido dal punto di vista faunistico, culinario e paesaggistico. Un eden che ogni anno attrae migliaia di turisti dal tutto il mondo che tornano nei propri paesi incantati, da questo emozionante Parco naturale unico al mondo. 

Matteo Corazza

Autore: Matteo Corazza

Sono un laureato in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’università di Padova. Da sempre appassionato di cucina, ma non solo poichè grazie al mio percorso di studi sono riuscito ad approfondire gli aspetti socio culturali e storici legati al mondo dell’enogastronomia appassionandomi anche alla storia e alle tradizioni del territorio.

La magia del delta del po: Danilo Trombin ci racconta come viverlo ultima modifica: 2019-01-23T18:30:17+00:00 da Matteo Corazza

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