GLI ADRIESI RACCONTANO ADRIA

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CHIESE ITINERARI

Opere d’arte e spiritualità si fondono in un unico cammino: la devozione ha un percorso

Foto Dormitio 2

Altorilievo di terracotta. Dormitio Virginis

Ad Adria è radicata da secoli una particolare devozione mariana. Il simbolo  di questo culto, in Città, è rappresentato indubbiamente dal cosiddetto bassorilievo copto. Esso è conservato presso la Chiesa Cattedrale. Questa formella di marmo costituisce il più antico documento di devozione mariana del Veneto. L’attaccamento verso la Vergine Maria traspare anche dalla dedicazione di varie chiese, dalla presenza di edicole, capitelli, di immagini sacre. Alcuni secoli fa, inoltre, erano presenti anche alcuni conventi. Quello delle Monache Agostiniane dedicato a Santa Maria della Vittoria e quello dei Frati Minori dedicato a Santa Maria della Fontana. Prendiamo spunto da quest segni per proporre un itinerario tra arte e spiritualità, un percorso dedicato, appunto, alla devozione mariana.

Le pregevoli opere d’arte dedicate a Maria della Basilica Santa Maria Assunta

Il tempio mariano per eccellenza può essere considerato la Basilica di Santa Maria Assunta detta della Tomba. Da non perdere la cappella della Dormitio Virginis. Qui è collocato un altorilievo di terracotta avente per soggetto la Morte della Vergine. Esso risale al XV° secolo. È attribuito all’ignoto scultore detto Maestro del Monumento Fava. È l’autore del monumento dedicato a Niccolò Fava il Vecchio custodito nella Chiesa di S. Giacomo Maggiore di Bologna. L’interno della basilica custodisce altre pregevoli opere d’arte dedicate a Maria. Interessante un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna delle Grazie mentre allatta il Bambino, detta Madonna del Latte. Secondo la tradizione questo affresco proviene dalla vecchia Cattedrale di Adria. Un altro affresco raffigurante la Madonna col Bambino della prima metà del 1500 proviene dalla demolita Chiesa di Santo Stefano.

Altare Cappella Dormitio V Compressed

Altare della Cappella della Dornitio Virginis con al centro affresco della Madonna con Bambino proveniente dalla demolita Chiesa di Santo Stefano

La Madonna della Fontana

Nei pressi dell’Ospedale è presente una chiesa intitolata a Santa Maria Regina degli Angeli. Proprio sulla facciata si può notare un’immagine dedicata alla Vergine. Un tempo sembra fosse chiamata Madonna della Fontana in quanto posta in una località vicina all’ospedale detta appunto della Fontana. Qui si trovava il convento dei frati Minori Conventuali, ora sede dell’ospedale vecchio. Vicino al convento è certa la presenza di un piccolo oratorio dedicato, appunto, alla venerazione di quest’antichissima immagine della Madonna della Fontana. Sembra che il toponimo della Fontana derivi dal fatto che in quella zona fossero stati ritrovati grossi tubi in piombo utilizzati in epoca romana per far giungere l’acqua alle terme.

Le Madonnine di Borgo Canareggio

La zona denominata Canareggio ha mantenuto nel tempo alcune sue caratteristiche originali. Qui, vicino alle acque del Canalbianco, abitavano pescatori e canaroli (lavoratori della canna palustre). Questo luogo poteva dare, quindi, l’impressione di uno squero veneziano. Tra i vicoli e le calli della borgata viveva la gente più umile. Queste persone nutrivano una particolare devozione mariana. Questa fede è testimoniata dal ricordo di alcuni capitelli ormai  scomparsi. L’unico visibile si trova in prossimità del vicolo del Passatore.  Poco prima, sulla facciata di una casa, si può scorgere, infatti, una nicchia contenente la Madonna della salute. La Madonna di Borgo Canareggio resta, però, la Madonnina delle Grazie attualmente posta nella Chiesetta di Corso Garibaldi. Collocata un tempo in un capitello in muratura, protesse Borgo Canareggio da un terribile incendio. Il 25 febbraio 1808, infatti, il fuoco si fermò miracolosamente davanti all’edicola della Madonnina.

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La Madonna della Salute di Borgo Canareggio

Nuovi Capitelli per non dimenticare antiche icone mariane

Per ricordare la presenza di antichi simboli di devozione alla Madonna si edificano nuovi capitelli. È il caso dell’Ave Maris Stella che si trova in via Molinterran, a breve distanza dalla Basilica della Tomba. In quello stesso luogo, nelle mura del convento delle monache agostiniane, si trovava, già nel 1476, un’edicola con la Vergine. L’abbattimento delle mura negli anni ’70 fa perdere le tracce della statua originale. In via Mercato Vecchi Suini, una via sempre nella zona della Tomba, invece, si trova un capitello ricostruito negli anni ’80 a memoria di uno già esitente nel 1700. È raffigurata una Pietà ovvero Mater Dolorosa. Sembra essere la copia di un dipinto sempre del 1700 conservato presso la Basilica di Santa Maria Assunta (Tomba).

 

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A sinistra: Capitello della Madonnina di Via Mercato Vecchio Suini
A destra: Capitello Ave Maris Stella di via Molinterran

Altari di devozione alla Madonna

Presso la Cattedrale ci si soffermi su due altari. Quello della Madonna della Salute e quello della Madonna del Rosario. Il primo contiene una pregevole statua della Vergine in marmo scolpita nell’800.  Scolpita da Martino Trevisan, è consacrata il 21 novembre 1864. La devozione alla Madonna della Salute  trae origine dalla grande epidemia di peste che colpì il nord Italia tra il 1630 e il 1631.  Anche ad Adria viene particolarmente ricordata con solennità in Cattedrale ogni 21 novembre. L’altare della Madonna del Rosario, invece, si adorna di una Vergine seicentesca scolpita in legno e dorata. È invocata come Regina degli adriesi. La tradizione vuole che nel 1717 preservò la città da una tremenda epidemia di tifo. In seguito a un voto fatto dalla popolazione, quindi, si indirono le Feste Quinquennali. Esse continuano ancora oggi, ogni cinque anni.

Madonna Della Salute

Un santuario mariano che riproduce la Grotta di Lourdes

Una città che vanta una particolare devozione mariana non può dimenticare la Madonna di Lourdes. Per questo, nei primi anni del Novecento, si realizzò una copia della grotta francese. Venne eretta nell’area dell’antico cimitero esistente vicino alla Cattedrale. Questo è uno dei santuario mariani più conosciuto della Provincia di Rovigo. Il visitatore, oltre che rimanere assorto nella preghiera, può essere testimone di un fatto singolare accaduto nel 1925. Una lastra di marmo collocata in fondo alla parete di lato alla grotta presenta, infatti, un’immagine prodigiosa. Si può riconoscere una Madonna stilizzata formatasi per caso. Una fanciulla, fermatasi a pregare, ruppe accidentalmente una bottiglia contenente olio. La macchia prese la forma di una Madonna con il bambino e dei suoi angeli.

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La Madonna della Vita

La Madonna della Vita era venerata in Cattedrale fino all’erezione dell’altare della Madonna della Salute.  Appartenuta ad una pala esistente nella vecchia Cattedrale di Adria, venne eseguita da Michele di Nicolò Dini detto Michele da Firenze nel XV° secolo. Dell’intera opera rimangono attualmente 28 frammenti conservati presso il Museo della Cattedrale.  Michele da Firenze operò in Polesine tra il 1444 e il 1447.  Autore di tre altari per le chiese di Adria.  Questi ora si trovano in stato frammentario. Sono conservati appunto presso la Cattedrale, il Museo civico Luigi Bailo di Treviso e il Kunstmuseum di Heidelberg.

Madonna Della Vita

particolare dell’altare della Madonna della vita – Museo della Cattedrale di Adria

Una nuova immagine di devozione alla Madonna

Di fronte alla Basilica della Tomba, sulla facciata della canonica, si può ammirare la più recente immagine di devozione mariana. È ispirata all’Assunta del Tiziano conservata nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia. È realizzata dall’Associazione Mosaico and friends di Adria. Si tratta di un’organizzazione di volontariato che propone attività per persone con disabilità. Il laboratorio mosaico è una delle attività più importanti dell’associazione.

Mosaico Santa Maria Assunta

Opere d’arte e spiritualità si fondono in un unico cammino: la devozione ha un percorso ultima modifica: 2019-05-17T09:00:23+02:00 da Letizia Guerra
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