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Viaggio virtuale fra i Musei archeologici del Delta del Po

Viaggio Virtuale Museo Archeologico

In questo periodo in cui dobbiamo restare a casa, molte sono le iniziative rivolte alla scoperta “a distanza” dei tesori che offre il nostro Bel Paese (così Dante chiamò l’Italia nel Canto XXXIII dell’Inferno). La cultura non si ferma è, del resto,  anche una pagina del sito del MIBACT creata in questo frangente per aggregare i vari musei. In quelle che dovevano essere vacanze pasquali, vi portiamo a compiere un viaggio virtuale che unisce le realtà museali archeologiche del nostro Delta del Po. Questo ipotetico percorso può far comprendere come anche le piccole realtà conservino patrimoni da scoprire. Focalizzandosi proprio su questo, si potrà cogliere l’importanza  territoriale di questi sorprendenti scrigni della cultura.

Il viaggio virtuale inizia dal Museo Archeologico nazionale di Adria

Il nostro viaggio virtuale parte dal Museo Archeologico Nazionale di Adria che raccoglie innumerevoli reperti del territorio che, nell’antichità, ha rappresentato un importante snodo dei rapporti tra il mondo mediterraneo. Il Museo si compone di varie sezioni. La sezione turchese dell’ala nord presenta testimonianze degli insediamenti dell’età del bronzo in Polesine e del Delta del Po tra Greci ed Etruschi. Si trovano, quindi, bronzetti, frammenti di vasellami etruschi, ceramica attica a figure nere e a figure rosse. La sezione blu notte, ci porta, invece, alla scoperta dei rituali funerari di età arcaica e classica. I reperti provengono da importanti aree di scavo del territorio adriese: necropoli di Cà Cima, scavo del Canal Bianco e via Spolverin (Bottrighe). Qui si osservano gli oggetti della quotidianità degli Etruschi di Adria, del periodo ellenistico.

Nella sezione verde scuro spicca una delle più famose sepolture adriesi: la tomba della biga. Questa si può osservare anche dall’alto. Nella stessa sezione un’intera vetrina è dedicata ai gioielli, per valorizzare l’oreficeria etrusca, caratterizzata da una ricca decorazione a granulazione. Passando innanzi a un’esposizione di anfore ci si reca nella sala della romanizzazione. Si notano, quindi, nuovi  rituali funerari, testimonianze dell’arredo urbano e dell’impianto stradale dell’epoca. Nella sezione rossa ci si immerge nell’Adria in età imperiale. Qui troviamo mosaici, frammenti di marmi e fregi di una città perduta. Si arriva, poi di fronte a un’esposizione eccezionale e unica: la vetrina dei vetri romani. Un’altra sezione è dedicata alle tombe di età imperiale dove si può osservare come i vasi in ceramica siano sostituiti  da vasi di vetro soffiato.

Presso il Museo di Adria anche un’area dedicata al Delta del Po in età romana

Nell’area dedicata al Delta del Po in età romana si trovano le testimonianze di Corte Cavanella di Loreo, tra cui l’Oscillum, e della villa rustica di S. Basilio. Sono presenti, poi, altre sezioni riservate  alla cristianizzazione del Polesine, alla fine dell’antichità e agli inizi del Medioevo e, successivamente, alla famiglia Bocchi alla quale va il merito di avere gettato le basi del Museo adriese. In una zona che richiama un chiostro si trova il lapidario romano di Adria. Qui sono visibili stele funerarie di varie forme con relative iscrizioni.

Il Museo dell’Antiquarium di Loreo seconda tappa del viaggio virtuale

Nel Museo di Adria si trovano testimonianze di Corte Cavanella di Loreo. Proprio Loreo, il portum Laureti dei veneziani, è la seconda tappa del nostro percorso. In particolare ci rechiamo, idealmente, presso il Museo dell’Antiquarium sito nella Torre civica affacciata sul canale. In una sala si trovano i reperti di età romana rinvenuti nei pressi dell’insediamento di Corte Cavanella. Questa doveva essere una grande villa romana realizzata su una barena sopraelevata. Doveva trovarsi, infatti, all’interno di uno specchio lagunare, presso un canale che la metteva in comunicazione con il mare. Questa villa è identificabile con la Mansio Fossis, una stazione di sosta citata dagli antichi. Una seconda sala è dedicata, invece, alle barche e alla navigazione fluviale. A Corte Cavanella sono state ritrovate, infatti, due imbarcazioni lignee di età romana. Sono osservabili, poi delle anfore da trasporto, provenienti sempre dal contesto romano di Corte Cavanella.

Il viaggio virtuale si conclude al Museo di San Basilio

Da Loreo, ci spostiamo a San Basilio, nel comune di Ariano nel Polesine. Anche Hadriani o Radriani (l’antico Ariano), come Corte Cavanella, sorgeva sulla via Popillia, costruita nel 132 a.C. dal console Popillio. La sua ubicazione pare coincidesse con l’attuale San Basilio. Si può identificare con la Mansio Hadriani, intorno alla quale si concentravano diverse fattorie e abitazioni. Il museo espone i reperti archeologici di una villa romana e di un grande villaggio frequentato fra VI secolo e V secolo a.C. da Etruschi, Greci e Veneti. Sono osservabili ceramiche di uso domestico sia paleoveneta che etrusca, di produzione locale.

E ancora lucerne per l’illuminazione notturna, aghi e spilloni in osso o corno, vetri e terra sigillata. Vi sono, infine, parti della villa romana come tegole e frammenti di intonaco dipinto. Nel piccolo museo si trovano anche anfore a testimonianza degli scambi commerciali si attraverso la via fluviale che quella di terra.

Viaggio Virtuale - Chiesetta San Basilio Chiesetta
Chiesetta di San Basilio
Viaggio virtuale fra i Musei archeologici del Delta del Po ultima modifica: 2020-04-10T08:50:00+02:00 da Letizia Guerra
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